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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12200/2024 del 25/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano esclusivamente l'ordinanza di convalida del fermo emesso dal GIP del Tribunale di Gorizia relativa a fatti del 23/7/2023 (omicidio volontario aggravato in danno di Albert Deda e duplice tentato omicidio aggravato in danno di Armando Cani e Arber Nuredini). Essi sostenevano una ricostruzione alternativa: sarebbero stati prima aggrediti e feriti con coltelli da più persone e, reagendo in difesa, avrebbero inferto le lesioni dalla quale "purtroppo" era derivata la morte di un presunto assalitore. La difesa deduceva l'applicabilità della scriminante della legittima difesa (art. 52 c.p.) e contestava la sussistenza del pericolo di fuga, giustificandolo come volontà di rientrare in Albania, luogo d'origine.

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che i ricorrenti, avendo scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere all'udienza di convalida e i difensori essendosi rimessi al giudice, non abbiano proposto in quella sede la ricostruzione alternativa. Pertanto la Suprema Corte non può valutare per la prima volta in sede di legittimità la plausibilità di tale versione (divieto di sindacare il merito su fatti nuovi). Il GIP aveva adeguatamente motivato la convalida sulla base di elementi quali deposizioni dei vicini, riprese delle telecamere che riprendevano la Renault Clio rossa targata intestata a Ilmi Rakipaj che si allontanava, la rilevazione di tracce ematiche su volante, sedile e suole delle scarpe, le fasciature alle mani dei fratelli, indumenti corrispondenti solo in parte alle descrizioni, il fermo dei due a pochi chilometri dal confine con la Slovenia. Il GIP aveva altresì ravvisato il pericolo di fuga e applicato la custodia cautelare in carcere. Conseguentemente la Corte ha anche condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 52 cod. pen.

    La difesa ha invocato la scriminante della legittima difesa; la Corte osserva che tale allegazione non può essere valutata ex novo in Cassazione se la ricostruzione alternativa non è stata proposta nel corso dell'udienza di convalida; allo stato di indagini gli elementi raccolti hanno consentito al GIP di ritenere sussistenti gravi indizi di colpevolezza.

  • art. 391, comma 3, cod. proc. pen.

    Regola l'interrogatorio dell'indagato in sede di convalida del fermo; la Corte richiama che l'indagato aveva la sede deputata per esporre la versione difensiva e che l'avvalersi della facoltà di non rispondere impedisce di opporre, in Cassazione per la prima volta, una ricostruzione alternativa non proposta al GIP.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020 n.137 (e succ. mod.)

    Norma citata per spiegare la forma scritta della requisitoria presentata dal Procuratore generale in Cassazione; procedimento conforme alle disposizioni sul deposito scritto delle conclusioni del PG.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata relativamente agli adempimenti di cancelleria per la condanna alle spese e l'irrogazione della somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Per impugnare con successo la convalida di un fermo è fondamentale che la difesa proponga, già in sede di convalida (o comunque nel procedimento di merito), una ricostruzione alternativa plausibile e documentata: la Corte di Cassazione non valuta per la prima volta in sede di legittimità fatti o versioni mai esposti al giudice della convalida.
  • L'avvalersi della facoltà di non rispondere all'udienza di convalida priva di efficacia difensive future: se la difesa vuole contestare la sussistenza dei gravi indizi deve usare l'interrogatorio in udienza per esporre la propria versione o allegare elementi concreti.
  • La scriminante della legittima difesa (art. 52 c.p.) può essere invocata come elemento di esclusione della responsabilità, ma la sua valutazione richiede generalmente un esame più approfondito del materiale probatorio; a livello di convalida il giudice può comunque ritenere sussistenti gravi indizi se gli elementi raccolti non rendono l'ipotesi della legittima difesa sufficientemente fondata.
  • Il pericolo di fuga può essere desunto da circostanze oggettive come la localizzazione degli indagati vicino a una frontiera, la presenza di elementi concordanti (telecamere, testimonianze, tracce ematiche) e comportamenti incoerenti: tali elementi possono giustificare la custodia cautelare anche in fase iniziale.
  • Nuove consulenze tecniche o accertamenti (es. consulenza medico-legale) richiesti ma non ancora espletati non bastano, da soli, a rendere illegittima la convalida se, allo stato, sussistono gravi indizi; tali approfondimenti vanno utilizzati dalla difesa nel prosieguo delle indagini e nel dibattimento per contestare efficacemente le ricostruzioni accusatorie.
  • In sede di impugnazione in Cassazione la limitazione alla verifica di questioni di diritto e di ammissibilità è stringente: le deduzioni che incidono sul merito dei fatti senza essere state previamente formulate nel processo non sono ammesse.

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