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Sentenza

Sentenza del 01/07/2015 n. 13461 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava l’accertamento, ai fini IRPEG e ILOR per il 1977, di maggiori ricavi, fondato sulla quantità di cunei e palline di polistirolo espanso impiegati per l’imballaggio. L’Agenzia contestava che la Commissione tributaria centrale avesse motivato in modo apparente o insufficiente l’inidoneità di tale dato a fondare una presunzione di maggiori vendite e denunciava la violazione delle regole sulle presunzioni. Fincisa, con ricorso incidentale, lamentava invece l’omesso esame della dichiarazione integrativa che, a suo dire, dimostrava il diritto alla franchigia prevista dall’art. 18 del D.L. n. 429/1982.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi. Ha ritenuto adeguata e non illogica la valutazione di merito secondo cui il materiale di imballaggio, per la sua facile disperdibilità, non consentiva da solo di stimare le vendite e non integrava una presunzione grave e precisa; la valutazione fattuale non era quindi sindacabile in Cassazione. Il ricorso incidentale è stato dichiarato inammissibile: la constatazione che i presupposti della franchigia erano stati enunciati ma non dimostrati non prova l’omesso esame della dichiarazione e costituisce una valutazione di fatto sulla sufficienza delle prove, non sostituibile in sede di legittimità. Confermata la reciproca soccombenza, le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 600/1973, art. 39, comma 1, lett. d), e codice civile, artt. 2697 e 2729

    La CTC non ha escluso in linea di principio che anche una sola presunzione sia idonea a fondare il convincimento del giudice, avendo invece ritenuto che quella specifica presunzione fosse priva dei requisiti di gravità e precisione, con apprezzamento di fatto, come detto, congruamente motivato e come tale sottratto al sindacato di legittimità.

    Una presunzione singola può, in astratto, fondare l’accertamento, ma deve possedere i requisiti di gravità e precisione. La verifica concreta della sua forza probatoria è apprezzamento di merito e, se congruamente motivato, non può essere rivalutato in Cassazione.

  • D.L. n. 429/1982, art. 18, convertito dalla L. n. 516/1982

    La Commissione centrale ha sul punto rilevato - come detto in narrativa - che l'esistenza dei presupposti per fruire del beneficio in questione "è solo enunciata ma non dimostrata".

    Il beneficio della franchigia richiede la prova dei relativi presupposti. La valutazione di merito secondo cui la documentazione acquisita non li dimostra non equivale, da sola, a omesso esame di un documento e non è riesaminabile in Cassazione.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 5

    Essa configura un accertamento di fatto negativo, sinteticamente motivato, circa la idoneità e la sufficienza delle risultanze probatorie, che si rivela come tale insindacabile in questa sede, non potendo questa Corte sostituirsi al giudice di merito in tale attività valutativa.

    La censura per vizio di motivazione non consente alla Corte di cassazione di sostituire la propria valutazione delle prove a quella del giudice di merito. La valutazione negativa della sufficienza probatoria, se motivata, resta insindacabile nei limiti considerati dalla decisione.

Massime di principio

  • La quantità di un materiale impiegato nella produzione o nell’imballaggio non dimostra automaticamente un volume maggiore di vendite: occorre considerare le caratteristiche concrete del materiale e verificare se il dato sia affidabile e dotato di gravità e precisione.
  • Anche un solo indizio può sostenere un accertamento presuntivo, ma la sua idoneità dipende dal caso concreto. La Cassazione non rivaluta tale apprezzamento quando il giudice di merito lo ha motivato in modo congruo.
  • Per ottenere un beneficio fiscale subordinato a specifici requisiti, il contribuente deve dimostrarli con elementi probatori adeguati. Affermare che un documento non sia stato esaminato non basta se la decisione può essere intesa come valutazione complessiva della documentazione.
  • La reciproca soccombenza può giustificare la compensazione delle spese, come avvenuto in questa decisione.

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