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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12576/2025 del 01/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore ha impugnato la sentenza della Corte d'appello denunciando violazione di legge (art. 591 c.p.p.) perché la Corte di merito avrebbe ritenuto inammissibile l'appello rispetto al reato di evasione (art. 385 c.p.) sostenendo che tale reato non fosse stato oggetto di impugnazione. Si affermava che le censure relative all'evasione erano sovrapponibili a quelle sull'incendio poiché entrambe si riferivano alla presenza dell'imputato sul luogo dell'incendio. Si censurava inoltre la motivazione della sentenza per aver richiamato pregressi allontanamenti non oggetto di contestazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché generico e manifestamente infondato. Ha ritenuto corretta e non contraddittoria la valutazione della Corte d'appello secondo cui la posizione del cellulare dell'imputato (che agganciava celle a circa 5 km dall'abitazione) dimostrava l'allontanamento dal luogo di detenzione e giustificava la condanna per evasione, mentre lo stesso elemento non era idoneo a provare la presenza dell'imputato sul luogo dell'incendio (a circa 6 km). Ha inoltre spiegato la differenza tra il reato di incendio (commesso in concorso, che richiede prova del contributo dell'imputato) e il reato di evasione (reato personale di mano propria). Per questi motivi il ricorso è stato respinto; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 385 cod. pen.

    Il reato di evasione è qualificato come reato di mano propria: la prova richiede la presenza materiale dell'imputato lontano dal luogo di detenzione; la Corte ha ritenuto compatibile la posizione del cellulare con l'allontanamento tale da configurare evasione.

  • art. 591 cod. proc. pen.

    Richiamato come norma di riferimento per la contestazione di violazione di legge in sede di ricorso per cassazione; la Corte ha ritenuto le censure generiche e infondate, quindi il motivo ex art. 591 non ha retto.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la sintesi dei motivi di ricorso: il ricorso è stato valutato nei limiti strettamente indispensabili alla motivazione, ma comunque ritenuto inammissibile per genericità e manifesta infondatezza.

Massime di principio

  • La prova della presenza o dell'assenza dell'imputato può essere valutata con elementi tecnici (es. aggancio di celle telefoniche), ma l'idoneità probatoria dipende dalla distanza e dal contesto: ciò che può provare l'allontanamento (evasione) può non essere sufficiente a provare la presenza su un luogo specifico per un reato in concorso (es. incendio).
  • Il reato di evasione è un reato personale di mano propria; per la sua configurazione è necessario dimostrare l'effettivo allontanamento dal luogo di custodia o domicilio coatto.
  • Per reati commessi in concorso (es. incendio) è necessaria la prova del contributo materiale o psicologico dell'imputato; l'assenza di tale prova può determinare l'assoluzione anche se esistono elementi che provano un diverso comportamento (es. evasione).
  • Le censure in cassazione devono essere specifiche e non generiche: la mancata indicazione chiara dei profili di illegittimità o l'assenza di un motivo ben delimitato comporta l'inammissibilità del ricorso.
  • La richiamata menzione di precedenti allontanamenti non contestati non basta a rendere illogica la motivazione se la pena è stata determinata esclusivamente sulla base dell'addebito contestato; l'uso di fatti pregressi deve essere chiaro e rilevante per influire sulla decisione.

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