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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24997/2022 del 30/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha respinto la richiesta di liberazione condizionale di Boatto, ergastolano in detenzione domiciliare per triplice omicidio e reati connessi alla "Mala del Brenta". Il ricorrente denunciava violazione di legge e carenza di motivazione: contestava l'eccessiva valorizzazione da parte del Tribunale della mancata attività riparativa verso le vittime e i loro familiari, la non rilevanza di tale mancanza rispetto ai reati per i quali è in corso l'esecuzione (ergastolo per il triplice omicidio), la valutazione delle sanzioni disciplinari del 2017 e 2020 come indice di mancato ravvedimento e la mancata considerazione del riconoscimento della "collaborazione impossibile" e delle condizioni di salute e della detenzione domiciliare.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il Tribunale di Sorveglianza ha correttamente valutato in termini complessivi la personalità e il percorso del detenuto, potendo legittimamente considerare anche la mancanza di attività riparative, l'assenza di assunzione di responsabilità per i delitti commessi, i precedenti comportamenti omertosi e le sanzioni disciplinari come elementi sintomatici del dubbio sul "sicuro ravvedimento". La Corte ha ribadito il rigoroso standard richiesto dall'art. 176 cod. pen. per la concessione della liberazione condizionale e ha ritenuto che il Tribunale non abbia fatto uso di presunzioni né scorciatoie. Esito: ricorso rigettato; il ricorrente è stato condannato al pagamento (la parte finale dell'ordinanza è tronca nel testo fornito, ma risulta la condanna alle spese).

Norme richiamate

  • art. 176 cod. pen.

    La Corte interpreta l'art. 176 come richiedente un "sicuro ravvedimento" e consente al giudice di valutare, nell'ambito dell'accertamento del ravvedimento, anche manifestazioni di riparazione di natura morale o solidaristica verso le vittime, oltre alla possibilità di accertare l'obiettiva impossibilità di adempimento delle obbligazioni civili

  • art. 47 ter ord. pen. comma 1 ter

    Norma richiamata quale base per la collocazione del detenuto in detenzione domiciliare per motivi di salute; la Corte osserva che tale collocazione non impedisce al giudice di valutare complessivamente il comportamento del detenuto ai fini della liberazione condizionale

Massime di principio

  • La concessione della liberazione condizionale richiede il "sicuro ravvedimento": il giudice valuta il complesso dei comportamenti e del percorso trattamentale, non singoli elementi isolati.
  • L'impossibilità oggettiva di adempiere alle obbligazioni civili non esclude che il giudice prenda in considerazione segni di riparazione morale o di vicinanza alle vittime; l'assenza di tali segni può influire negativamente sul giudizio di ravvedimento.
  • Sanzioni disciplinari in detenzione e comportamenti recenti contrari alle prescrizioni sono elementi rilevanti e possono legittimamente far dubitare della rinnovata osservanza delle regole.
  • Il riconoscimento di istituti come la "collaborazione impossibile" o la domiciliare per motivi di salute non garantisce automaticamente la liberazione condizionale; il giudice integra questi elementi nella valutazione complessiva.
  • La valutazione sulla liberazione condizionale è discrezionale ma deve essere adeguatamente motivata; se la motivazione è logica e fondata sui fatti, la Corte di Cassazione non interviene per mutamento di merito.

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