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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24948/2022 del 30/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente deduceva vizio di motivazione per la negata applicazione dell'attenuante prevista dall'art. 219, ultimo comma, della legge fallimentare (particolare tenuità del danno) nel reato di bancarotta fraudolenta documentale. Sosteneva che la sottrazione dei documenti contabili non aveva effettivamente precluso la possibilità per i creditori di esercitare le azioni revocatorie e le altre azioni a tutela dei loro interessi, quindi non vi sarebbe stato un danno rilevante tale da escludere l'attenuante.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la Corte di appello di Bologna avesse correttamente applicato il principio di diritto richiamato, accertando che dopo la cessazione delle attività sociali e la sparizione dell'intera documentazione contabile era stata preclusa la ricostruzione della situazione debitoria e creditoria necessaria all'esercizio delle azioni di recupero da parte dei creditori; ciò ha consentito di escludere la particolare tenuità del danno. Le censure della ricorrente sono state giudicate generiche e di merito, non sindacabili in cassazione. La Corte ha inoltre condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 219 legge fallimentare (ultimo comma)

    L'attenuante della particolare tenuità del danno va valutata in funzione dell'incidenza della condotta sulla possibilità per i creditori di esercitare azioni revocatorie e altre azioni di tutela; non è determinante, ai fini ostativi, la sola entità del passivo fallimentare

  • art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176)

    Autorizza la trattazione scritta del giudizio di cassazione nelle ipotesi previste; il procedimento si è svolto per trattazione scritta ai sensi di tale norma

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, se non vi sono ragioni di esenzione, ad una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende; la Corte ha disposto l'irrogazione di una somma equa (euro 3.000)

Massime di principio

  • Nelle ipotesi di reati documentali (es. bancarotta documentale) la valutazione della particolare tenuità del danno deve concentrarsi sull'effettivo pregiudizio arrecato alla possibilità dei creditori di ricostruire la posizione debitoria e di esercitare le azioni di recupero; non è decisivo ragionare solo in termini di ammontare del passivo
  • Se la distruzione o sottrazione della documentazione ostacola concretamente le azioni revocatorie o le altre azioni dei creditori, ciò costituisce elemento ostativo all'applicazione dell'attenuante della particolare tenuità
  • In cassazione non è consentito un riesame libero delle risultanze di fatto: censure generiche o richieste di rivalutazione del merito probatorio sono inammissibili
  • Per ottenere successo su un motivo che investe la valutazione del danno o del pregiudizio ai creditori è necessario proporre censure specifiche e circostanziate che mettano in luce errori logico-giuridici o illogicità manifeste nella motivazione
  • La parte soccombente in un ricorso per cassazione dichiarato inammissibile può essere condannata alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, salvo esenzione comprovata

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