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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33564/2022 del 13/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente denunciava la violazione di legge per il mancato avviso all'imputato della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia in occasione del prelievo ematico, deducendo la nullità o l'inutilizzabilità degli atti conseguenti a tale omissione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché la nullità denunciata, classificata come "a regime intermedio", era stata sanata già dalla richiesta di giudizio abbreviato formulata in sede di opposizione a decreto penale di condanna, ai sensi dell'art. 438, comma 6-bis, e dell'art. 464, comma 1, cod.proc.pen. (riforma introdotta dalla legge n.103/2017). Ne è conseguita l'inammissibilità del ricorso e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    Richiamato rispetto all'assoluzione di merito: il Gip aveva assolto l'imputato perché non punibile ai sensi della norma (recidiva/condizione soggettiva che esclude punibilità/attenuante speciale), come fatto in motivazione dal giudice di merito.

  • art. 114 disp. att. cod. proc. pen.

    Riferimento alla disciplina delle nullità; la giurisprudenza aveva ritenuto che la richiesta di rito abbreviato in sede di opposizione a decreto penale potesse sanare alcune nullità, principio assunto dalla Corte di merito.

  • art. 438, comma 6-bis, cod. proc. pen.

    Disposizione che stabilisce che la richiesta di giudizio abbreviato proposta nell'udienza preliminare determina la sanatoria delle nullità non assolute e la non rilevabilità delle inutilizzabilità, salvo violazioni di divieti probatori; applicata dalla Corte per ritenere sanata la nullità dedotta.

  • art. 464, comma 1, cod. proc. pen.

    Riformato dalla legge n.103/2017, collega l'istituto dell'abbreviato anche nel caso di opposizione a decreto penale di condanna al disposto dell'art. 438, comma 6-bis; usato per confermare la sanatoria delle nullità nella fattispecie.

  • legge n. 103/2017

    Ha introdotto/modificato le norme processuali citate (art. 438 comma 6-bis e art. 464) rendendo operativa la sanatoria delle nullità con la richiesta di giudizio abbreviato anche in specifiche fasi processuali antecedenti.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla mancanza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità e alla conseguente condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria. La Corte ha ritenuto non sussistente causa di non punibilità per incolpevolezza che impedisca la sanzione.

Massime di principio

  • La richiesta di giudizio abbreviato, se proposta nelle forme previste (anche in sede di opposizione a decreto penale), può sanare nullità di natura 'intermedia' o relative, rendendole non più rilevabili in sede di impugnazione, salvo che si tratti di nullità assolute o di violazioni che impongono l'esclusione di prova per divieto probatorio.
  • L'omissione dell'avviso circa la facoltà di farsi assistere da difensore di fiducia al momento di un prelievo ematico può configurare una nullità opponibile, ma la sua rilevanza dipende dalla qualificazione della nullità (assoluta vs relativa/intermedia) e dall'eventuale successiva adesione a riti che la sanano.
  • In sede di Cassazione i ricorsi che vertono su nullità già sanate in sede di merito sono spesso dichiarati inammissibili; è quindi cruciale contestare la nullità prima che intervengano atti o scelte processuali che possano sanarla.
  • Le modifiche normative (es. legge n.103/2017) hanno rafforzato la funzione sanante del rito abbreviato: chi impugna deve valutare tempestivamente la natura della nullità e le possibili conseguenze di una richiesta di rito speciale.
  • La condanna alle spese e l'applicazione di sanzioni pecuniarie per ricorsi inammissibili è prevista e può essere disposta anche quando non si ravvisi colpa grave nella scelta di proporre il ricorso.

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