Cassazione Penale, Sentenza n. 17224/2023 del 26/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Lecce che ha respinto l'istanza di riesame avverso il sequestro preventivo, a fini impeditivi, di un immobile (seminterrato di circa 35 mq trasformato in mini-appartamento e piano rialzato di circa 81 mq) disposto per il reato previsto dall'art. 44 d.P.R. n. 380/2001. La ricorrente deduceva l'assenza del periculum in mora, sostenendo che l'immobile è inserito in un'area già intensamente urbanizzata (impatto urbanistico pari allo 0,01%) e che il Tribunale avrebbe valutato in astratto l'eventuale impatto sull'assetto del territorio, senza considerare la concreta inutilità del vincolo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale di Lecce abbia adeguatamente motivato la decisione, indicando elementi concreti (volumetria, altezza, foto e verbale di sopralluogo, collocazione in zona E3 soggetta a vincolo paesaggistico) dai quali desumere che la libera disponibilità dell'immobile costituirebbe un reale pregiudizio per l'assetto del territorio e una lesione del bene giuridico protetto, anche per il rischio di sfruttamento turistico (affitti stagionali). La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e a versare alla cassa delle ammende la somma di euro tremila per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Norme richiamate
d.P.R. n. 380 del 2001, art. 44
La norma edilizia incriminatrice è il riferimento per l'ipotesi di abuso edilizio che ha giustificato il sequestro preventivo; la Corte valuta la rilevanza dei fatti alla luce del reato contestato.
Rinvio alle regole sul sequestro preventivo e probatorio: la Cassazione ricorda i limiti del sindacato, valutando la correttezza della motivazione in ordine alle esigenze cautelari.
art. 627, comma 3, cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione ai rimedi avverso provvedimenti cautelari; nel contesto la Corte sottolinea i requisiti di ammissibilità del ricorso per cassazione contro ordinanze cautelari.
art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.
Indica il relativo motivo di ricorso per cassazione (violazione di legge); la Corte applica il criterio di ammissibilità previsto per i ricorsi contro ordinanze cautelari.
Sez. U, n. 25932 del 29/05/2008 (Ivanov)
Giurisprudenza consolidata che limita il sindacato della Cassazione sulle valutazioni di merito in materia cautelare: il ricorso è ammissibile solo per violazione di legge o per vizi motivazionali radicali.
Sez. U, n. 12878 del 29/01/2003 (Innocenti)
Principio secondo cui, nei reati edilizi, il giudice di merito deve accertare se la disponibilità dell'immobile possa agevolare o protrarre le conseguenze del reato o provocare un reale pregiudizio all'assetto del territorio; tale accertamento deve essere concreto.
Corte di Cassazione Sez. 3, n. 6160 del 2021
Decisione citata nelle difese precedenti che aveva evidenziato la problematica dell'urbanizzazione dell'area; rimessa al giudice di merito per valutazione concreta.
Corte di Cassazione Sez. 4, n. 29065 del 09/03/2022
Pronuncia che aveva annullato una precedente ordinanza del riesame per mancanza di motivazione sulle esigenze cautelari; la Corte attuale segnala che tale annullamento riguardava specificamente la motivazione.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro ordinanze cautelari è ammissibile solo per violazione di legge o per vizi motivazionali così gravi da rendere incomprensibile il percorso logico: contestazioni meramente ricognitive del merito sono spesso inammissibili.
- Per disporre o confermare il sequestro di un immobile abusivo già ultimato il giudice di merito deve motivare concretamente perché la libera disponibilità del bene possa protrarre le conseguenze del reato o arrecare un reale pregiudizio all'assetto del territorio (volumetria, altezza, collocazione in zona vincolata, destinazione d'uso e rischio di sfruttamento a fini turistici sono elementi rilevanti).
- Argomentazioni generiche sulla minima incidenza urbanistica (es. percentuali molto basse) sono insufficienti se non corredate da una valutazione concreta del contesto e dei rischi reali per il territorio.
- Se la Corte di cassazione ha già annullato precedenti provvedimenti per carenze motivazionali, il giudice di rinvio deve esprimersi puntualmente sui profili indicati: il successivo giudice che fornisce motivazione adeguata rende più difficile l'ulteriore riesame in cassazione.
- Chi propone ricorso in cassazione contro provvedimenti cautelari deve curare la specificità e la fondatezza delle censure: ricorsi manifestamente infondati o generici possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanna alle spese e ammende.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 26 apr 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 17176/2023 del 26/04/2023
- Sentenza penale · 26 apr 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 17177/2023 del 26/04/2023
- Sentenza penale · 26 apr 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 17178/2023 del 26/04/2023
- Sentenza penale · 26 apr 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 17181/2023 del 26/04/2023
- Sentenza penale · 26 apr 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 17183/2023 del 26/04/2023
- Sentenza penale · 26 apr 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 17185/2023 del 26/04/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →