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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14419/2025 del 11/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del 04/12/2024 che aveva dichiarato inammissibile il reclamo da lui proposto avverso l'ordinanza del 28/05/2024, con cui era stata respinta l'istanza di liberazione anticipata relativa ai periodi di detenzione 25/5/2020-25/11/2020, 25/5/2021-25/11/2021 e 25/5/2022-25/11/2022. Il reclamo era stato depositato tempestivamente il 14/6/2024, ma il detenuto aveva riservato i motivi al difensore, il quale ha poi depositato le motivazioni oltre il termine previsto. Con il ricorso principale si denunciava la violazione degli artt. 581 cod. proc. pen. e 69-bis comma 5 L. 354/75, sostenendo che il reclamo aveva comunque indicato, seppur sommariamente, il punto della decisione devoluto al giudice (in particolare affermando di non aver commesso il reato di evasione che aveva motivato il rigetto della liberazione anticipata).

La decisione

Il giudice ha ritenuto il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha confermato che il reclamo in materia di liberazione anticipata è un mezzo di impugnazione soggetto alle regole formali previste per le impugnazioni; ai sensi dell'art. 581 cod. proc. pen. (in particolare il primo comma, lett. d), l'impugnazione deve indicare le ragioni di diritto e i motivi di fatto a sostegno della richiesta, a pena di inammissibilità. La vaga indicazione dei fatti e l'assenza di ragioni di diritto hanno determinato l'inammissibilità del reclamo e pertanto l'impugnazione è stata rigettata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese.

Norme richiamate

  • art. 581 cod. proc. pen.

    art. 581 primo comma, lett. d) cod. proc. pen.

    La norma richiede che l'impugnazione indichi, a pena di inammissibilità, le ragioni di diritto e i motivi di fatto che sostengono la richiesta; l'assenza di tali elementi comporta la declaratoria di inammissibilità.

  • art. 582 cod. proc. pen.

    norme sulle modalità di presentazione delle impugnazioni

    Le modalità di presentazione delle impugnazioni si applicano anche al reclamo in materia di liberazione anticipata; il reclamo deve rispettare i termini e le forme di cui all'art. 582 e alle disposizioni generali sulle impugnazioni.

  • art. 69-bis comma 5 L. 354/75 (ordinamento penitenziario)

    art. 69-bis comma 5 L. 354/75

    Norma richiamata dal ricorrente in relazione ai presupposti della liberazione anticipata; nella decisione però il tribunale non è entrato nel merito di tale norma, avendo ritenuto il reclamo inammissibile per vizi formali.

Massime di principio

  • Il reclamo avverso provvedimenti in materia di liberazione anticipata è un mezzo di impugnazione soggetto alle regole formali delle impugnazioni: deve contenere l'indicazione delle ragioni di diritto e dei motivi di fatto, a pena di inammissibilità.
  • Una riserva di motivi al difensore non esonera dal rispetto dei termini: se il difensore deposita le motivazioni oltre il termine processuale, il reclamo può essere dichiarato inammissibile.
  • La mera affermazione generica (ad es. 'non ho commesso evasione') senza elementi fattuali e senza ragioni giuridiche non soddisfa il requisito di specificità richiesto dall'art. 581 c.p.p.
  • Se il reclamo è ritenuto inammissibile per vizi formali, il giudice non entra nel merito della questione sostanziale; per tutelare i diritti sostanziali è quindi cruciale curare la forma e i termini procedurali.
  • Prassi consigliata: parimenti depositare, anche in forma sintetica, le motivazioni principali entro il termine del reclamo e integrare poi solo se consentito; indicare chiaramente i fatti contestati, le circostanze probatorie e le ragioni di diritto rilevanti.

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