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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11603/2024 del 20/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva confermato il sequestro preventivo disposto dal GIP di Velletri. La ricorrente contestava la incompetenza territoriale dell'Autorità giudiziaria veliterna, sostenendo che i pagamenti (modelli F24) utilizzati per le presunte indebite compensazioni erano stati inviati dallo studio fiscale sito a Lanciano, per cui la competenza territoriale avrebbe dovuto essere ancorata a Lanciano e non a Velletri. La difesa deduceva che la presunta connessione teleologica richiamata dal Tribunale del riesame non poteva giustificare lo spostamento di competenza poiché tale finalizzazione (uso dei crediti IVA inesistenti per eseguire altri reati) sarebbe stata ipotizzata solo a carico dei «creatori» dei crediti e non a carico della Castiello, rendendo quindi infondata la ritenuta connessione.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto corretta la decisione del Tribunale del riesame che aveva respinto l'eccezione di incompetenza territoriale, perché sussiste la connessione tra i reati; ai sensi degli artt. 12 e 16 c.p.p. il giudice competente per il reato più grave può attrarre alla sua competenza anche il reato meno grave quando vi sia commessione dei reati per eseguire o occultare altri reati. La Corte ha precisato che non è necessaria l'identità degli autori del reato fine e del reato mezzo: è sufficiente che l'autore del reato mezzo abbia avuto presente l'oggettiva direzione della sua condotta verso la commissione o l'occultamento di un altro reato. In conseguenza il presidio cautelare è stato confermato e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato come norma implicata nell'imputazione penale connessa alle condotte contestate (concorso di persone nel reato).

  • art. 10-quater, comma 2, dlgs n. 74/2000

    Norma contestata alla ricorrente relativa all'utilizzo di crediti IVA inesistenti; il tribunale ha ritenuto essa parte della fattispecie collegata ai più gravi reati contestati ad altri soggetti.

  • art. 3 dlgs n. 74/2000

    Norma richiamata come più grave rispetto all'art. 10-quater e relativa ai reati che avrebbero commesso i "creatori" dei crediti fittizi; la maggiore gravità ha giustificato l'attrazione della competenza.

  • art. 8 cod. proc. pen.

    Regola generale per la determinazione della competenza per territorio; applicata congiuntamente ai principi speciali sulla connessione tra procedimenti.

  • art. 12, lett. c) cod. proc. pen.

    Prevede che costituisce causa di connessione il caso in cui "dei reati per cui si procede, gli uni sono stati commessi per eseguire ovvero per occultare gli altri"; tale lett. è stata ritenuta applicabile per attrarre la competenza a Velletri.

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Stabilisce che, nei procedimenti connessi, il giudice competente per il reato più grave assorbe anche gli altri; invocato per consentire il 'simultaneus processus' e l'attrazione della competenza al giudice di Velletri.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che ha giustificato la condanna della ricorrente al pagamento delle spese e alla somma comminata in favore della Cassa delle ammende per ricorso manifestamente infondato.

  • Giurisprudenza: Cass. Sez. II, 4 novembre 2012, n. 44678

    Richiamata per il principio secondo cui non è necessaria l'identità degli autori del reato fine e del reato mezzo ai fini della connessione finalistica; è sufficiente la consapevolezza dell'oggettiva direzione della condotta.

  • Giurisprudenza: Cass. Sezioni Unite penali, 24 novembre 2017, n. 53390

    Ulteriore richiamo a consolidati principi interpretativi sulla connessione finalistica tra reati e l'effetto sulla competenza territoriale.

Massime di principio

  • La competenza territoriale può essere attratta dal giudice competente per il reato più grave quando esista una connessione finalistica (art. 12 lett. c) e art.16 c.p.p.); non è necessario che gli stessi soggetti siano autori sia del reato mezzo che del reato fine.
  • La circostanza che atti materiali (es. invio telematico di F24) siano stati compiuti in un luogo diverso non esclude automaticamente la competenza di un'altra sede se esiste un collegamento teleologico fra le condotte.
  • Per contestare con successo l'incompetenza territoriale occorre dimostrare l'assenza di una connessione idonea a giustificare l'attrazione della competenza (ossia mancanza di finalità di esecuzione/occultamento di altri reati), non solo la collocazione fisica di singoli atti.
  • In sede di riesame cautelare la valutazione della competenza può fondarsi su una provvisoria ricostruzione dei fatti: la configurabilità della connessione può essere verificata anche in questa fase preliminare, se vi sono elementi logici che la sostengono.
  • Ricorsi manifestamente infondati possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanne alle spese e somme a favore della Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.); valutare attentamente la fondatezza giuridica prima di proporre impugnazioni di merito procedurale.
  • Quando si sospetti spostamento di competenza per connessione, è utile documentare specificamente l'assenza di finalità collegata (ad es. prove che l'atto non era diretto a favorire altri reati) e non limitarsi a indicare il luogo materiale dell'operazione.

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