Cassazione Penale, Sentenza n. 11574/2024 del 20/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Alberio impugnava la confisca disposta dal Tribunale su un capannone adibito ad autolavaggio e sulle attrezzature, a seguito della condanna per il reato di scarico illecito di acque reflue (art.137 d.lgs. 152/2006). La Corte di cassazione aveva previamente annullato la parte relativa alla confisca per carenza di motivazione e rinviato per integrare le ragioni. Il Tribunale di rinvio confermava la confisca ritenendo che il capannone fosse stato adibito in via stabile ed esclusiva allattività illecita e che la libera disponibilità del bene avrebbe favorito la reiterazione del reato. Il ricorrente deduceva insufficiente e generica motivazione, mancanza del nesso eziologico diretto ed essenziale tra capannone e reato e che la confisca non era giustificata dato anche il beneficio della sospensione condizionale della pena e la occasionalità dellattività.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il motivo con riferimento alla confisca del capannone. Ha ritenuto la motivazione del Tribunale carente quanto al nesso di strumentalità diretto ed essenziale tra il capannone e il reato; il giudice non ha valutato concretamente il ruolo del capannone né la sua possibile utilizzazione lecita, limitandosi a affermazioni generiche. La confisca delle attrezzature è apparsa invece sufficientemente motivata. Pertanto la sentenza è stata annullata limitatamente alla confisca del capannone e il giudizio è stato rinviato al Tribunale di Catania per nuovo esame su tale punto.
Norme richiamate
Norma che punisce lo scarico illecito di acque reflue industriali; qui la condotta consisteva nello sversamento diretto nel fiume Simeto a partire dall'attività di autolavaggio non autorizzata
Disciplina la confisca facoltativa degli instrumenta delicti; la Corte sottolinea che per applicarla è necessario motivare concretamente il nesso di strumentalità diretto ed essenziale tra bene e reato e la prognosi di pericolo di reiterazione, non bastano affermazioni generiche
art. 452-undecies introdotto dalla legge n. 68/2015
Richiamato dal Tribunale per distinguere la confisca facoltativa di cui allart. 240 dalla ipotesi di confisca obbligatoria prevista dalla legge n. 68/2015
Massime di principio
- La confisca facoltativa degli instrumenta delicti richiede una motivazione concreta sul nesso di strumentalità fra bene e reato; non è sufficiente affermare in astratto la finalità preventiva
- Il giudice deve valutare se la disponibilità del bene comporti effettiva probabilità di reiterazione, considerando ruolo concreto della cosa nel reato e le modalità di realizzazione dello stesso
- Occorre esaminare e motivare anche la possibile utilizzazione lecita del bene: la presenza di usi legittimi può ostare alla confisca se non è dimostrato univocamente luso esclusivo per il reato
- La concessione di benefici penali (es. sospensione condizionale) non esclude automaticamente la confisca, ma la scelta ablativa deve comunque poggiare su adeguata valutazione del rischio di recidiva
- Per beni strumentali materiali (attrezzature) la prova del collegamento funzionale al reato è spesso più agevole; per beni immobili o polifunzionali la prova deve essere più dettagliata
- In caso di motivazione insufficiente la Corte di cassazione annulla la misura ablatoria e rinvia per un nuovo giudizio, non sempre disponendo la restituzione automatica del bene
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