Cassazione Civile, Sentenza n. 19639/2020 del 21/09/2020
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione del diniego di rimborso IVA relativo al 2006; l'Agenzia aveva ritenuto che la contribuente, soggetto non residente, non avesse nominato un rappresentante fiscale con atto a data certa, perciò non poteva esercitare il diritto alla detrazione/rimborso. La contribuente aveva invece sostenuto di aver nominato il rappresentante tramite comunicazione all'ufficio (dichiarazione di inizio attività) e tramite la richiesta di attribuzione della partita IVA.
La decisione
Prima e seconda istanza avevano dato ragione alla contribuente (la Commissione tributaria regionale aveva rigettato l'appello dell'Agenzia ritenendo valida la nomina del rappresentante anche tramite comunicazione all'ufficio o contestualmente alla richiesta di partita IVA). Tuttavia, davanti alla Corte di cassazione l'Agenzia ha depositato il 13 novembre 2019 un atto di rinuncia al ricorso, con l'assenso della controparte; il Pubblico Ministero aveva chiesto l'estinzione del giudizio. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha disposto la compensazione delle spese di lite ai sensi degli artt. 390 e 391 c.p.c.
Norme richiamate
Prevede la figura del rappresentante fiscale per soggetti non residenti ai fini IVA; nella vicenda la Commissione regionale ha ritenuto che l'effetto della nomina possa essere conseguito anche tramite le comunicazioni previste dalle norme correlate
Consente comunicazioni all'ufficio (es. dichiarazione di inizio attività); la Corte regionale ha valutato che tale comunicazione potesse costituire la nomina del rappresentante fiscale
d.P.R. n. 441/1997, art. 1, comma 4
Prevede che la richiesta di attribuzione della partita IVA possa comportare effetti rilevanti ai fini dell'imposizione indiretta; la Commissione regionale ha ritenuto che la nomina del rappresentante potesse essere conferita contestualmente a tale richiesta
codice di procedura civile, artt. 390 e 391
Regolano la rinuncia al gravame e l'estinzione del giudizio; la rinuncia dell'Agenzia e l'assenso della controparte hanno determinato l'estinzione con compensazione delle spese
Massime di principio
- Per soggetti non residenti, la nomina del rappresentante fiscale è rilevante per esercitare diritti IVA; tuttavia la forma della nomina può essere oggetto di interpretazione: non sempre è indispensabile una lettera formale se atti ufficiali (es. comunicazioni all'ufficio o richiesta partita IVA) dimostrano il conferimento.
- La mancanza di una 'lettera di conferimento' non è necessariamente determinante se vi sono altri documenti o comunicazioni idonee a provare l'incarico e la sua data certa.
- Per ridurre il rischio di contestazioni amministrative, è consigliabile dotarsi di un atto scritto di nomina con data certa e conservare copia delle comunicazioni inviate all'ufficio e della documentazione relativa alla richiesta di partita IVA.
- La rinuncia al ricorso dinanzi alla Corte di cassazione da parte del ricorrente determina l'estinzione del giudizio e la compensazione delle spese se la controparte acconsente; in tal caso non viene resa una pronuncia di merito sulla questione sostanziale.
- In contenziosi simili, valutare la produzione di prove documentali diverse (registrazioni, comunicazioni amministrative, assegnazione partita IVA) per dimostrare la volontà e l'efficacia della nomina del rappresentante fiscale
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