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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 18012/2024 del 01/07/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione di un avviso di accertamento che negava la detrazione IVA su acquisto di 12 autovetture usate ritenute frutto di operazioni soggettivamente inesistenti per l'interposizione della societa' cartiera Blue Eagle di Costa M. C. s.a.s.; la CTR aveva annullato l'avviso ritenendo non provata la consapevolezza della Unicar di inserirsi in una frode, valorizzando l'effettivita' oggettiva delle operazioni, l'esiguita' del numero di veicoli e l'assenza di elementi probatori che collegassero il legale rappresentante alla frode. L'Agenzia proponeva ricorso per cassazione per vizio nella valutazione e nella motivazione degli elementi probatori e per errata ripartizione dell'onere della prova; preliminarmente era anche discussa l'ammissibilita' del ricorso digitale privo di firma digitale, questione risolta dalle Sezioni unite.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, ritenendo che la CTR abbia erroneamente valutato o omesso di considerare elementi indiziari rilevanti (in particolare la natura di cartiera del fornitore, la mancanza di struttura e personale e il prezzo di cessione inferiore al mercato) e abbia dato peso a circostanze non pertinenti. La Corte ha richiamato i principi consolidati secondo cui l'Amministrazione deve provare, anche indiziariamente, l'alterita' soggettiva e la consapevolezza o la colpa per mancata diligenza dell'acquirente; una volta assolto tale onere, il contribuente deve dimostrare la propria buona fede e la diligenza massima esigibile. La sentenza impugnata e' stata cassata e la causa rinviata alla CTR di secondo grado territorialmente competente per nuovo esame conformemente ai principi giurisprudenziali indicati. La Corte ha altresi' regolamentato le spese del giudizio di legittimita'.

Norme richiamate

  • Codice civile, art. 2697

    Stabilisce l'onere della prova; richiamato per chiarire che, dopo gli indizi forniti dall'Amministrazione, grava sul contribuente l'onere di provare il contrario (buona fede e diligenza).

  • Codice civile, art. 2727

    Regole sulla prova per presunzioni; utilizzato per legittimare l'uso di prove indiziarie da parte dell'Amministrazione finanziaria.

  • Codice civile, art. 2729

    Principio che vieta la prova testimoniale quando la legge non la ammette; richiamato nell'ambito della valutazione delle prove e delle presumizioni.

  • D.P.R. n. 633/1972, art. 19

    Norma sul diritto alla detrazione dell'IVA; la Corte ne indica l'eccezione in caso di operazioni soggettivamente inesistenti e richiama l'onere probatorio dell'Amministrazione per negare la detrazione.

  • D.P.R. n. 633/1972, art. 21, comma 7

    Previsioni formali sulle fatture; la violazione o l'uso di fatture relative ad operazioni inesistenti rileva ai fini della detrazione IVA e dell'accertamento tributario.

  • Codice di procedura civile, art. 360 (motivi di cassazione)

    Fondamento giuridico dei motivi di ricorso per violazione di norme e vizi di motivazione; la Corte ha esaminato i motivi ai sensi del primo comma, n. 3.

  • Codice di procedura civile, art. 380-bis (terzo comma) e art. 374

    Richiamati nel procedimento interlocutorio che ha portato alla trasmissione alla prima presidenza per valutare la questione di massima relativa al ricorso digitale privo di firma.

  • Giurisprudenza costituita (Cassazione e Corte di Giustizia UE)

    Richiami a varie pronunce (Cass. n. 9851/2018, n. 5339/2020, n. 15369/2020, n. 25891/2023, Sez. U. n. 21105/2017; Corte di giustizia, 22/10/2015 e C-281/20 Kemwater) per i principi secondo cui il diniego della detrazione richiede prova che manchino le condizioni oggettive o soggettive e che la consapevolezza del destinatario puo' essere accertata anche con indizi; la Corte ha affermato che la prova puo' essere indiziaria ma deve avere carattere di gravita', precisione e concordanza.

  • Sezioni Unite, sentenza n. 6477 del 12/03/2024

    Principio secondo cui un ricorso nativo digitale privo di firma digitale puo' essere comunque ritenuto ammissibile se da altri elementi qualificanti (es. notifica da PEC istituzionale e deposito analogico con attestazione di conformita') risulta con certezza la paternita' dell'atto.

Massime di principio

  • In materia di fatture relative ad operazioni soggettivamente inesistenti, l'Amministrazione finanziaria ha l'onere di provare, anche con elementi indiziari, sia la natura 'cartiera' del fornitore sia che il cessionario sapeva o avrebbe dovuto sapere, con la diligenza ordinaria richiesta dalla sua qualifica, dell'inserimento dell'operazione in una frode fiscale.
  • Elementi presuntivi idonei a dimostrare la consapevolezza o la colpa del cessionario includono: l'assenza di struttura, personale o mezzi del fornitore (segno di cartiera), cessioni a prezzo anomalo inferiore al mercato e altre incongruenze nella catena delle operazioni. Tali indizi devono essere valutati nel loro insieme e devono presentare i caratteri di gravita', precisione e concordanza.
  • Il giudice di merito deve prima motivare sull'esistenza e sul valore degli indizi prodotti dall'Amministrazione; solo se li ritiene sufficienti, deve poi valutare la prova contraria fornita dal contribuente, che deve dimostrare la propria buona fede e di aver adottato la diligenza massima esigibile (operatore accorto).
  • La circostanza che i beni acquistati siano soggetti a registrazione (es. autoveicoli) non e' di per se' sufficiente a escludere la partecipazione a una frode; non devono essere valorizzati come prova di buona fede elementi privi di rilevanza probatoria o non risultanti dagli atti.
  • Prove indiziarie possono essere decisive; non e' richiesta la prova della partecipazione a un accordo criminoso, ma solo che il contribuente fosse o avrebbe dovuto essere consapevole, con la diligenza richiesta, dell'anomalia.
  • Sul piano processuale, la mancata firma digitale su un ricorso nativo digitale puo' essere sanata quando vi siano elementi univoci che attestino la paternita' dell'atto (es. notifica da PEC istituzionale e deposito analogico con attestazione di conformita'), secondo l'indirizzo delle Sezioni unite.

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