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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43395/2024 del 28/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Cecchinato ha impugnato la sentenza che lo aveva condannato per omicidio stradale (art. 589-bis c.p.) e per lesioni personali stradali (art. 590-bis c.p.), censurando in particolare l'applicazione, senza motivazione, della sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente. La difesa ha osservato che non risultano aggravanti legate a stato di ebbrezza o uso di stupefacenti, sicché, alla luce dell'art. 222 d.lgs. n. 285/1992 come interpretato dalla giurisprudenza costituzionale, la revoca non era automaticamente obbligatoria e il giudice avrebbe dovuto valutare e motivare l'eventuale scelta della revoca invece della sospensione.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso limitatamente alla statuizione concernente la revoca della patente, rilevando che, non essendovi aggravanti per ebbrezza o stupefacenti, la revoca non poteva essere imposta senza una puntuale motivazione che giustificasse il trattamento più gravoso rispetto alla sospensione (anche alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 88/2019). Ha quindi annullato la parte della sentenza che disponeva la revoca della patente e ha rinviato per un nuovo esame al Tribunale di Venezia, Giudice diverso, sul punto relativo alla sanzione amministrativa accessoria.

Norme richiamate

  • art. 589-bis cod. pen.

    Rilevata la condanna per omicidio stradale quale reato principale oggetto del giudizio

  • art. 590-bis cod. pen.

    Rilevata la condanna per lesioni personali stradali gravi/gravissime come capo contestato

  • art. 222 d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285 (Codice della strada), comma 2

    La disposizione è stata considerata nella parte in cui non prevedeva la possibilità, in assenza di aggravanti da ebbrezza o stupefacenti, di applicare la sospensione della patente in alternativa alla revoca; la Corte costituzionale (sent. n. 88/2019) ha dichiarato illegittima tale parte consentendo quindi al giudice una scelta tra sospensione e revoca, che però richiede adeguata motivazione

  • art. 218, comma 2, d.lgs. n. 285/1992 (parametri per le sanzioni amministrative)

    I parametri di cui all'art. 218, comma 2, (es. gravità della condotta, pericolosità sociale, esigenze di prevenzione) devono essere valutati e richiamati dal giudice qualora opti per la revoca invece che per la sospensione

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 88 del 17/04/2019

    Ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della parte dell'art. 222 che impediva al giudice, in assenza di aggravanti, di disporre la sospensione in alternativa alla revoca, consentendo quindi al giudice una discrezionalità motivata

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 4, n. 13882/19 e n. 13747/22)

    Precisa che il giudice che scelga la revoca in assenza di aggravanti deve motivare puntualmente la scelta sulla base dei parametri dell'art. 218, comma 2

Massime di principio

  • Se la condanna per omicidio o lesioni stradali non è aggravata da stato di ebbrezza o uso di stupefacenti, la revoca della patente non è automaticamente obbligatoria: il giudice può applicare la sospensione in alternativa.
  • Qualora il giudice opti per la revoca invece della sospensione in assenza di aggravanti, è necessario fornire una motivazione specifica e puntuale basata sui parametri di cui all'art. 218, comma 2, del Codice della strada (gravità della condotta, pericolosità, esigenze di prevenzione e rieducazione, precedenti, ecc.).
  • La mancata motivazione della scelta tra revoca e sospensione espone la statuizione all'annullamento parziale in sede di impugnazione e al rinvio per nuovo esame.
  • In casi simili la difesa dovrebbe contestare l'applicazione automatica della revoca se non sussistono aggravanti comunicando la sentenza costituzionale e richiedendo che il giudice valuti e motivi l'alternativa della sospensione.
  • Il pubblico ministero o la Corte possono chiedere l'annullamento parziale della sentenza limitatamente alla sanzione amministrativa accessoria quando la motivazione non dia conto delle ragioni della scelta più afflittiva.

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