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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17196/2024 del 24/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Khila è stato condannato dal Giudice di Pace di Teramo per la presenza irregolare sul territorio italiano (capo 1) e per tentato occupazione abusiva di un'abitazione (capo 2). In cassazione il ricorrente ha censurato la sentenza per mancata motivazione sul rigetto dell'esimente di cui all'art. 34 d.lgs. n. 274/2000 (particolare tenuità del fatto) e, in subordine, per il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, nonostante la difesa avesse depositato memoria al termine del dibattimento chiedendo, alternativamente, l'assoluzione, il riconoscimento dell'esimente o la concessione delle attenuanti e del minimo edittale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato perché il Giudice di Pace non ha dato alcuna motivazione né diretta né indiretta in ordine al rigetto delle richieste difensive (esimente ex art. 34 e attenuanti generiche), pur risultando dagli atti la memoria difensiva datata 26/06/2023. Non essendo possibile desumere dalla motivazione complessiva un espresso rigetto delle deduzioni difensive, la sentenza di merito è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio al Giudice di Pace di Teramo in diversa composizione.

Norme richiamate

  • d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (T.U. immigrazione) - art. 10‑bis

    art. 10‑bis d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286

    Norma invocata come titolo del capo di imputazione relativo alla presenza irregolare; citata per individuare il fatto contestato più che per una specifica questione interpretativa nella decisione di legittimità

  • Codice penale - artt. 110, 56, 81, secondo comma, 633

    artt. 110, 56, 81, secondo comma, 633 c.p.

    Norme indicate come titolo del capo di imputazione relativo al tentato reato contro il patrimonio (occupazione abusiva) e alla concorso in reato; usate per descrivere i reati per i quali è intervenuta la condanna

  • d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274 - art. 34

    art. 34 d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274

    Previsione dell'esimente della particolare tenuità del fatto (la difesa aveva richiesto il suo riconoscimento); la Corte ha ritenuto che il giudice di merito dovesse motivare specificamente l'accoglimento o il rigetto di tale esimente quando richiesta dalla difesa

  • Giurisprudenza della Cassazione - Sez. 3, n. 6746 del 13/12/2018 (Currò)

    Sez. 3, n. 6746 del 13/12/2018, dep. 2019, Currò, Rv. 275500 - 01

    Richiamata per il principio secondo cui non sempre è necessario motivare espressamente su ogni specifica deduzione se il rigetto risulta dalla motivazione complessiva; nel caso di specie la Corte ha ritenuto che tale requisito non fosse soddisfatto e che mancasse invece una motivazione idonea a desumere il rigetto delle richieste difensive

Massime di principio

  • Quando la difesa, anche con memoria presentata al termine del dibattimento, chiede il riconoscimento dell'esimente della particolare tenuità o l'applicazione di attenuanti generiche, il giudice di merito deve esprimersi in modo specifico e motivato su tali richieste; la mera omissione può determinare l'annullamento in Cassazione.
  • Non è sempre necessario motivare parola per parola ogni deduzione difensiva, ma la motivazione complessiva della sentenza deve consentire di desumere il rigetto delle specifiche richieste; in mancanza di tale evidenza il vizio è rilevante in sede di legittimità.
  • Se si ritengono applicabili misure alternative o attenuanti per particolare tenuità o modesto disvalore, è utile depositare per iscritto le richieste e le deduzioni al termine dell'istruttoria e farle allegare al verbale d'udienza, in modo da rendere inequivocabile la questione per il giudice e per eventuali controlli di legittimità.
  • In caso di omissione motivazionale sul punto, il rimedio efficace è il ricorso per cassazione che potrà ottenere l'annullamento con rinvio affinché il giudice di merito si pronunci espressamente e motivi la decisione.

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