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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23784/2024 del 14/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugna la sentenza di condanna per furto aggravato (art. 625, comma 1, nn. 2 e 7 c.p.), deducendo l'estinzione del reato per remissione di querela da parte della persona offesa, documentata nel verbale di udienza del 24/05/2021. Si segnala inoltre l'incidenza della riforma normativa (d.lgs. 10/10/2022 n.150) che ha modificato l'ultimo comma dell'art. 624 c.p., rendendo il delitto procedibile a querela della persona offesa salvo determinate eccezioni.

La decisione

La Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per remissione di querela. Ha ritenuto che la remissione è efficace anche senza accettazione da parte del querelato, purché non vi sia un rifiuto espresso o tacito; ha altresì osservato l'incidenza della riforma normativa sul procedimento in esame. Non avendo la decisione impugnata dimostrato l'innocenza evidente o l'incontrovertibile insussistenza del fatto, la soluzione è stata l'annullamento per estinzione del reato. In mancanza di deroga pattizia, ha condannato l'imputata al pagamento delle spese processuali (art. 340 c.p.p.). Decisione resa il 15 maggio 2024.

Norme richiamate

  • art. 625 c.p.

    La condotta è stata qualificata come furto aggravato ai sensi delle circostanze indicate dall'art. 625, comma 1, nn. 2 e 7; la qualificazione ha formato il titolo della condanna di merito.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150, art. 2, comma 1, lett. i)

    modifica l'art. 624, ultimo comma, che ora recita: «Il delitto è punibile a querela della persona offesa. Si procede, tuttavia, d'ufficio se la persona offesa è incapace, per età o per infermità, ovvero se ricorre taluna delle circostanze di cui all'articolo 625, numeri 7, salvo che il fatto sia commesso su cose esposte alla pubblica fede, e 7-bis)»

    La riforma ha trasformato il procedimento per il reato di furto in procedibile a querela della persona offesa salvo specifiche eccezioni; ciò incide sui procedimenti pendenti, consentendo l'estinzione del reato per remissione di querela quando ricorrono le condizioni previste.

  • Giurisprudenza: Sez. 5, Sentenza n. 7072 del 12/01/2011, Rv. 249412

    Principio secondo cui per l'efficacia della remissione di querela non è necessaria l'accettazione del querelato; è sufficiente l'assenza di un rifiuto espresso o tacito da parte del querelato.

  • art. 340 c.p.p.

    Norma richiamata per la regola sulle spese processuali: in mancanza di diversa pattuizione, le spese sono a carico della querelata.

Massime di principio

  • Se, a seguito di riforma normativa, un reato diviene procedibile a querela della persona offesa, la remissione della querela da parte della persona offesa estingue il reato quando ricorrono le condizioni di legge.
  • La remissione di querela è efficace senza la necessità di accettazione da parte del querelato; è sufficiente che il querelato non manifesti un rifiuto espresso o tacito.
  • Se il reato è estinto per remissione di querela, la sentenza di condanna impugnata deve essere annullata senza rinvio per sopravvenuta estinzione del reato, anche in assenza di prova dell'innocenza dell'imputato.
  • Le modifiche legislative intervenute durante il procedimento possono incidere sui processi pendenti: occorre verificare se la nuova disciplina modifica la perseguibilità del fatto e se ciò comporta estinzione del reato.
  • L'estinzione del reato per remissione non impedisce che, in mancanza di patti contrari, le spese processuali siano poste a carico della parte querelata ai sensi dell'art. 340 c.p.p.

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