Cassazione Penale, Sentenza n. 30700/2022 del 04/08/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La società ha impugnato l'ordinanza che aveva rigettato l'opposizione all'esecuzione e respinto la richiesta di revoca della confisca di 23 appartamenti disposta con la sentenza di patteggiamento nei confronti di Salvatore Cannizzaro. La ricorrente sostenne che gli immobili erano di proprietà di un terzo in buona fede, senza rapporto strumentale col reato di favoreggiamento della prostituzione, senza profitti illeciti ulteriori rispetto ai canoni di locazione, e che esistevano nuovi elementi di fatto e di diritto (tra cui l'assenza di "professionalità" del reato e l'asserita differente qualificazione del reato rispetto a quanto ritenuto in precedenza) che avrebbero dovuto consentire la revoca della confisca o comunque la rinnovata valutazione dell'incidente di esecuzione. Venivano inoltre lamentate violazioni del diritto di difesa, del giusto processo e della CEDU, nonché incoerenze tra la concessione della sospensione condizionale e la misura di confisca.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha respinto. Ha confermato che il giudice dell'esecuzione ha correttamente opposto la preclusione del "giudicato esecutivo" poiché le questioni dedotte dalla società erano già state esaminate e decise nei precedenti incidenti di esecuzione (2009 e successivi). La Corte ha ritenuto non decisivo il profilo richiamato come "nuovo" (la diversa qualificazione fra favoreggiamento e sfruttamento), e ha condiviso la valutazione del giudice dell'esecuzione secondo cui la società era, di fatto, un mero "schermo" dell'attività del legale rappresentante, con conseguente esclusione della buona fede del terzo e legittimazione della confisca ai sensi dell'art. 240 cod. pen. Ha altresì dichiarato inammissibile per intempestività la memoria ex art. 611 cod. proc. pen. presentata tardivamente.
Norme richiamate
La confisca facoltativa può essere disposta quando i beni sono strumentali al reato; la misura non è applicabile a soggetti in buona fede che non abbiano ricavato vantaggi dal reato. Nel caso la Corte ha ritenuto che la società fosse mero "schermo" e quindi non in buona fede, giustificando la confisca.
Riferimento al patteggiamento che ha dato luogo alla sentenza esecutiva con cui è stata disposta la confisca; la irrevocabilità della sentenza di patteggiamento ha contribuito a consolidare il giudicato sulle questioni già decise.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.
Richiamati come parametri relativi ai vizi di motivazione e alla violazione di norme processuali dedotte nel ricorso; la Corte ha ritenuto insussistenti tali vizi rispetto alle valutazioni già motivate dal giudice dell'esecuzione.
Regola i termini per la presentazione delle memorie in Cassazione; la Corte ha dichiarato intempestiva e quindi inammissibile la memoria prodotta dalla ricorrente.
art. 172, comma 5, cod. proc. pen.
Applicato in tema di computo dei termini processuali per confermare l'intempestività della memoria ex art. 611 presentata dalla ricorrente.
art. 111 Cost.
Richiamato in relazione ai profili di giusto processo; la Corte ha ritenuto che i diritti di difesa della società erano stati tutelati mediante l'incidente di esecuzione e che non sussisteva violazione dell'articolo.
artt. 24, 25, 27 Cost. e artt. 6, 7, 13 CEDU
Richiamati dalla ricorrente per contestare violazioni dei diritti fondamentali; la Corte ha ritenuto infondate tali censure poiché la società ha potuto esperire l'incidente di esecuzione a contraddittorio e non ha dimostrato la buona fede richiesta per escludere la confisca.
art. 23, comma 8, D.L. n. 137 del 2020
Norma processuale richiamata per la trattazione del ricorso in Cassazione; contestualizza il procedimento di esame del ricorso.
Massime di principio
- Il "giudicato esecutivo" opponibile in sede di esecuzione preclude la riproposizione di questioni già dedotte ed effettivamente decise: per superare la preclusione è necessario proporre elementi nuovi, concreti e decisivi non precedentemente considerati.
- La qualifica di soggetto "estraneo" al reato e la conseguente esclusione della confisca richiedono la prova della buona fede e dell'assenza di vantaggi illeciti: una società che funge da "schermo" per l'attività del dominus non è considerata terzo in buona fede.
- La richiesta di revisione dell'esecuzione non può limitarsi a formulazioni diverse delle medesime deduzioni già esaminate; deve essere basata su facts o argomentazioni giuridiche effettivamente nuovi e rilevanti.
- La coesistenza di una sospensione condizionale della pena e di una confisca non determina automaticamente un vizio logico-giuridico: il giudice può aver valutato congiuntamente tali provvedimenti nell'ambito dell'esito concordato della cognizione.
- Le memorie e produzioni in Cassazione devono rispettare i termini previsti (art. 611 e art. 172 c.5 c.p.p.): l'intempestività comporta l'inammissibilità degli atti aggiuntivi.
- In materia di confisca, il nesso di strumentalità del bene rispetto al reato e la continuità/professionalità dell'attività illecita sono elementi decisivi per la legittimità della misura cautelare o ablativa.
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