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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30676/2022 del 04/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna per concorso in illecita detenzione e cessione di marijuana: si deduce violazione del principio dell'onere della prova e censura per aver confermato la condanna nonostante il ricorrente si sia avvalso della facoltà di non rispondere; oltre a ciò si lamenta vizio di motivazione per non aver valutato adeguatamente spiegazioni alternative relative alle impronte digitali rinvenute sugli involucri e per aver attribuito rilievo probatorio a un unico contatto telefonico risalente a mesi prima.

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che la Corte d'appello aveva correttamente valutato le risultanze: impronte del METUSHI rinvenute su entrambi i pacchi contenenti droga (confezionati diversamente e contenenti principi attivi diversi), conversazioni intercettate riferibili a imminente cessione, collegamenti telefonici e contatti con persone connesse all'affare. I giudici di merito hanno inoltre esaminato e motivatamente respinto le ipotesi alternative prospettate (contatto casuale, toccare per saggiare, rinuncia all'acquisto) ritenendole inverosimili. Pertanto la condanna è stata confermata nei termini ricostruiti, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e la richiesta del Procuratore Generale di dichiarare il ricorso inammissibile è stata superata dal rigetto sul merito.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza Sez. 2, n. 6734 del 30/01/2020 (Bruzzese, Rv. 278373 - 01)

    Sez. 2, n. 6734 del 30/01/2020, Bruzzese, Rv. 278373 - 01

    Principio secondo cui, una volta assolto l'onere probatorio dall'accusa (anche tramite presunzioni o massime di esperienza), grava sull'imputato l'ulteriore obbligo di allegare elementi concreti e oggettivi per contrastare le risultanze probatorie, in considerazione della "vicinanza della prova"

  • Giurisprudenza Sez. 2, n. 9106 del 12/02/2021 (Caradonna, Rv. 280747 - 01)

    Sez. 2, n. 9106 del 12/02/2021, Caradonna, Rv. 280747 - 01

    Coordinate in materia di motivazione impugnabile in sede di cassazione: sono deducibili solo vizi quali mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione su aspetti essenziali; non sono rilevabili in questa sede mere divergenze sulla valutazione della prova

  • Giurisprudenza Sez. 6, n. 13809 del 17/03/2015 (Rv. 262965)

    Sez. 6, n. 13809 del 17/03/2015, Rv. 262965

    Conferma del principio che in cassazione non sono ammissibili censure che sollecitino una diversa ponderazione della prova quando manchi una manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione

Massime di principio

  • La semplice scelta dell'imputato di avvalersi della facoltà di non rispondere non impedisce che, quando l'accusa abbia assolto il proprio onere probatorio, il giudice formi la convinzione sulla base degli elementi raccolti; il difensore deve allegare elementi fattuali concreti per scalfire tale quadro probatorio
  • Impronte digitali rinvenute su più involucri, unitamente a elementi contestuali (diversa confezione, diversa composizione delle partite, intercettazioni, collegamenti tra persone coinvolte), possono legittimamente fondare la responsabilità penale in assenza di spiegazioni concrete e plausibili fornite dalla difesa
  • In sede di cassazione non è possibile ottenere revisione della decisione semplicemente contestandone la persuasività o la valutazione della prova: sono ammissibili solo vizi gravi della motivazione (mancanza, manifesta illogicità, contraddittorietà o omessa valutazione di un elemento decisivo)
  • Contatti telefonici anche non recenti possono assumere rilievo probatorio se inseriti in un contesto di altri elementi convergenti che ne rendono plausibile la rilevanza rispetto al fatto contestato
  • Perché un'ipotesi alternativa prospettata dalla difesa sia credibile deve essere supportata da allegazioni e prove concrete; mere supposizioni o spiegazioni generiche sono spesso ritenute inidonee a scalfire una prova tecnica solida (es. riscontri dattiloscopici)

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