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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31850/2023 del 24/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del 25/10/2018 che aveva dichiarato il ricorrente colpevole della contravvenzione di guida senza patente (art. 116 c.d.s.). Il motivo unico del ricorso per cassazione era l'intervenuta depenalizzazione (abolitio criminis) della fattispecie in seguito alle modifiche normative introdotte dal d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 8.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato. Ha altresì disposto la trasmissione degli atti al Prefetto di Reggio Calabria, ai sensi delle norme transitorie del d.lgs. n. 8/2016, in quanto la violazione commessa il 28/10/2014 non era prescritta alla data di entrata in vigore del decreto (6/2/2016) e deve essere sanzionata amministrativamente.

Norme richiamate

  • art. 116 Codice della Strada

    La contravvenzione di guida senza patente, originariamente prevista come illecito penale, è il fatto materiale; la Corte rileva che tale fattispecie è stata successivamente depenalizzata

  • d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 8, art. 1, comma 1

    Ha trasformato la contravvenzione di guida senza patente in illecito amministrativo; la Corte applica tale disposizione nella sua efficacia materiale anche ai fatti anteriori all'entrata in vigore se non prescritti

  • d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 8, art. 8

    Norma richiamata dalla Corte per prevedere la trasmissione degli atti all'autorità amministrativa competente quando il fatto è divenuto illecito amministrativo

  • d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 8, art. 9

    Norma transitoria che disciplina il procedimento per i fatti commessi anteriormente all'entrata in vigore del decreto e non ancora prescritti; la Corte ne trae la conseguenza della trasmissione al Prefetto

  • art. 2, comma secondo, codice penale

    Principio per cui l'abolitio criminis determina che il fatto non è più previsto dalla legge come reato e dunque la sentenza penale deve essere annullata per assenza di fattispecie penale

  • Sez. U, n. 19601 del 28/02/2008 (Niccoli)

    Giurisprudenza richiamata per il principio che l'eventuale abolitio criminis è questione pregiudiziale rispetto a questioni come la prescrizione; dunque va decisa prima l'eventuale estinzione del reato per depenalizzazione

Massime di principio

  • Quando una norma penale viene depenalizzata (abolitio criminis), la condanna penale per quella fattispecie deve essere annullata perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato.
  • La questione dell'abolitio criminis è pregiudiziale rispetto ad altre questioni estintive (es. prescrizione): va esaminata prima e può determinare l'annullamento senza rinvio della sentenza penale.
  • Se il legislatore trasforma una fattispecie penale in illecito amministrativo e il fatto è stato commesso prima dell'entrata in vigore del provvedimento, ma non è ancora prescritto alla data di entrata in vigore, gli atti vanno trasmessi all'autorità amministrativa competente (es. Prefetto) ai fini dell'irrogazione della sanzione amministrativa.
  • La depenalizzazione ha effetto anche sui procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore della norma; il giudice penale deve verificare l'applicabilità della nuova disciplina e, se del caso, annullare la sentenza penale e disporre gli adempimenti amministrativi conseguenti.
  • In ricorso per cassazione contro una condanna penale basata su fattispecie poi depenalizzata, il ricorrente può ottenere l'annullamento senza rinvio; il Procuratore generale può chiedere analogamente l'annullamento quando il fatto non è più previsto come reato.

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