Cassazione Penale, Sentenza n. 10728/2022 del 24/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore contesta l'ordinanza del GIP del 23/04/2021 che, rigettando la richiesta di archiviazione per i reati indicati dal PM (artt. 633 e 635 c.p.), ha invece ordinato al PM di svolgere ulteriori indagini consistenti esclusivamente nell'interrogatorio degli indagati e di verificare l'eventuale sussistenza del reato di appropriazione (art. 646 c.p.) e l'aggravante relativa all'esposizione alla pubblica fede (art. 635 c.p.). Il ricorrente sostiene che tale ordine è abnorme perché l'interrogatorio dell'indagato sarebbe atto di garanzia/difesa e non mezzo d'indagine, e dunque il GIP non potrebbe imporre al PM di eseguirlo come supplemento istruttorio quando lo stesso PM ha chiesto l'archiviazione per insussistenza della notizia di reato.
La decisione
Le Sezioni Unite hanno stabilito che non è abnorme il provvedimento del GIP che, respingendo la richiesta di archiviazione, restituisca gli atti al pubblico ministero per l'espletamento di nuove indagini consistenti nell'interrogatorio dell'indagato. La Corte ha ricostruito la nozione di "abnormità" in senso restrittivo (deve sussistere stasi processuale o obbligo di compiere un atto nullo) e ha ritenuto che l'interrogatorio abbia natura mista (garantistica e istruttoria). Ha altresì precisato che, qualora le indagini debbano riguardare reati o persone diversi da quelli inizialmente iscritti, è necessaria la preventiva iscrizione nel registro ex art. 335 c.p.p. Applicando il principio al caso di specie, la Corte ha ritenuto non abnorme l'ordinanza del GIP e ha quindi respinto/ dicharato inammissibile il ricorso del PM (cioè il provvedimento del GIP è stato confermato).
Norme richiamate
art. 409, comma 4, cod. proc. pen.
Attribuisce al GIP il potere di indicare al PM ulteriori indagini; l'indicazione non è una delega vincolante sulle modalità operative, ma una devoluzione di tema investigativo che il PM deve svolgere con autonomia
Obbligo di iscrizione nel registro delle notizie di reato se le ulteriori indagini riguardano soggetti o fatti non iscritti; requisito necessario quando il GIP richiami il PM ad investigare reati diversi o nuove persone
Disciplina la contestazione dell'accusa e giustifica la necessità che l'indagato conosca gli elementi rilevanti; tuttavia la formulazione dell'accusa nella fase delle indagini ha carattere "fluido" e non impedisce che l'interrogatorio assuma valenza istruttoria
Regola l'invito a comparire per l'interrogatorio; la Corte segnala che l'invito deve enunciare il fatto come risulta dalle indagini, ma ciò non esclude che l'interrogatorio possa essere disposto a fini istruttori su indicazione del GIP
art. 64, comma 3, cod. proc. pen.
Obbligo di avvertimento all'indagato che le dichiarazioni possono essere utilizzate anche a suo carico, confermando la possibile utilizzabilità probatoria degli esiti dell'interrogatorio
art. 449, comma 5, cod. proc. pen.
La confessione resa in sede di interrogatorio è prevista come presupposto per taluni riti (es. giudizio direttissimo), il che evidenzia la rilevanza probatoria dell'interrogatorio
art. 442, comma 1-bis, cod. proc. pen.
Previsione sull'utilizzabilità degli esiti dell'interrogatorio nel giudizio abbreviato, a ulteriore conferma della sua valenza istruttoria
Reati originariamente vagliati nella vicenda: invasione di edificio (art. 633), danneggiamento (art. 635) e appropriazione (art. 646); la Corte ha ritenuto legittimo che il GIP chieda di verificare differenti qualificazioni di reato tramite ulteriori indagini
art. 112 Cost.
Principio di obbligatorietà dell'azione penale richiede il controllo di legalità del giudice sull'eventuale mancato esercizio dell'azione penale da parte del PM; ciò giustifica il potere del GIP di indicare integrazioni istruttorie
Massime di principio
- L'interrogatorio dell'indagato ha natura "mista": oltre alla funzione di garanzia/difesa può svolgere funzione istruttoria e produrre elementi probatori utilizzabili anche a carico dell'indagato
- Non è abnorme il provvedimento del GIP che, rigettando l'archiviazione, restituisca gli atti al PM per l'espletamento dell'interrogatorio; l'abnormità è categoria eccezionale e va riservata ai casi di stasi processuale o di imposizione di atti nulli
- Quando le indagini richieste dal GIP riguardano reati o persone diversi da quelli originari, è necessaria la preventiva iscrizione nel registro ex art. 335 c.p.p.; salvo questo adempimento, il controllo del GIP resta legittimo
- L'indicazione del GIP non vincola le modalità operative del PM: il PM mantiene autonomia e discrezionalità su natura, contenuto e modalità degli atti richiesti, pur dovendo adempiere all'impulso istruttorio
- La possibilità per l'indagato di avvalersi del diritto al silenzio non esclude che il silenzio o le dichiarazioni possano assumere valore probatorio complementare, purché valutati nel contesto del materiale probatorio complessivo
- La nozione di abnormità va interpretata restrittivamente per non eludere il regime tassativo dei mezzi di impugnazione: ricorso per cassazione per abnormità è ammesso solo per atti che provocano un danno altrimenti insanabile
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