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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 225/2023 del 09/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale relativa alla fallita Kam s.r.l. Contestate, in qualità di amministratore unico, operazioni distrattive consistite in prelievi per euro 360.000, omissione di riscossione di crediti per euro 490.090, svalutazioni di rimanenze, simulazione di contratto di affitto di ramo d'azienda con Kam Contract s.r.l. (cessione di beni per euro 1.020.000 e 42.000 senza corrispettivi, canoni insoluti per euro 781.000) e sostenimento da parte della fallita dei costi di affitto per euro 123.950. In cassazione deduceva (1) vizio processuale per mutamento della composizione del collegio e utilizzazione della testimonianza del curatore, (2) carenza e vizio di motivazione per non aver valutato elementi esimenti quali l'ingerenza della Banca di Roma, l'operatività infragruppo e il pignoramento dei conti, e (3) eccessività della pena e errata esclusione della prevalenza delle attenuanti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto infondato il rilievo: il nuovo collegio ha correttamente esercitato i poteri di valutazione e motivato il diniego di rinnovazione dell'escussione del curatore. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile per carenza di specificità e perché le censure sono mera reiterazione dell'appello; la Corte di appello aveva fornito motivazione congrua e riscontrato l'assenza di documentazione sui presunti pignoramenti e sull'ipotesi di vantaggio compensativo derivante alle società dal presunto asset stripping infragruppo. Il terzo motivo è inammissibile o manifestamente infondato: la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione se adeguatamente motivata. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 525 cod. proc. pen.

    Richiesta dalla difesa di rinnovazione delle prove per mutamento di collegio; la Corte ha ritenuto che il nuovo collegio può valutare la non manifesta superfluità della rinnovazione e rigettare la richiesta se adeguatamente motivato

  • artt. 190 e 495 cod. proc. pen.

    Attribuiscono al giudice poteri di valutazione sulle prove; la Cassazione ha richiamato tali disposizioni per confermare il potere del nuovo collegio di provvedere sulla rinnovazione e valutare l'utilità delle escussioni

  • art. 217 legge fallimentare

    Richiamato dal ricorrente come norma potenzialmente esimente per operazioni imposte da creditore dominante; la Corte ha ritenuto che la norma non esclude la rilevanza penale se non si dimostra un vantaggio compensativo specifico per la società fallita

  • artt. 132 e 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena e le circostanze; la Corte ha affermato che la scelta del giudice di merito nella graduazione della pena è sindacabile in Cassazione solo se viziata da arbitrio o motivazione insufficiente

Massime di principio

  • Il mutamento della composizione del collegio non determina automaticamente nullità: la parte può chiedere rinnovazione delle prove, ma il nuovo collegio ha il potere di valutare la non manifesta superfluità della rinnovazione e motivarne il diniego
  • In tema di bancarotta patrimoniale, l'appartenenza a un gruppo societario o operazioni infragruppo non escludono di per sé la responsabilità penale: è necessario dimostrare un vantaggio concreto e compensativo per la società fallita che giustifichi l'operazione
  • Le eccezioni difensive che si limitano a reiterare argomentazioni già svolte in appello e non specificano nuovi elementi probatori sono inammissibili in Cassazione per carenza di specificità
  • La prova documentale è cruciale: allegazioni come il pignoramento dei conti devono essere documentate per incidere sulla valutazione della responsabilità (es. giustificazione della mancata riscossione dei canoni)
  • La determinazione della pena è rimessa al giudice di merito e la Cassazione interviene solo se emergono vizi logici, arbitrari o motivazione insufficiente; un differente apprezzamento delle circostanze non è di per sé motivo di annullamento

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