Sentenza n. 1533/2026 - Salerno, Sezione 1
per l'annullamento previa sospensiva e adozione di decreto cautelare presidenziale, della determinazione di conclusione negativa della conferenza di servizi indetta dal Comune di Battipaglia, ai sensi dell'art. 14 e ss. L. n. 241/90, prot. n. 0037045 del 19.05.2026, recante il rigetto dell'istanza per il rilascio dell'Autorizzazione Unica Ambientale (pratica 04073510659-12082021-1301) presentata dalla ricorrente in data 29.09.2021 (prot. 0043764), per lo scarico nella vasca idrovora Aversana delle acque reflue, assimilabili alle domestiche, provenienti dal complesso alberghiero denominato Hotel Club Sabbiadoro, ubicata in località Lido Lago del Comune di Battipaglia.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: determinazione conclusiva negativa della conferenza di servizi relativa alla richiesta di Autorizzazione Unica Ambientale per lo scarico di acque reflue nella vasca idrovora Aversana, diffida del Consorzio di bonifica a cessare lo scarico e relativi pareri endoprocedimentali
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni e gestore idrico)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato la determinazione comunale di conclusione negativa della conferenza di servizi, con cui è stata respinta l'istanza di Autorizzazione Unica Ambientale per lo scarico, nella vasca idrovora Aversana, delle acque reflue assimilabili alle domestiche provenienti dal proprio complesso alberghiero. È stata inoltre impugnata la diffida del Consorzio di bonifica a non effettuare ulteriori scarichi, con avviso di chiusura del tubo di scarico, nonché i pareri endoprocedimentali. La ricorrente ha dedotto due motivi articolati di violazione di legge ed eccesso di potere, chiedendo anche la tutela cautelare. Il Comune e il Consorzio hanno eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, sostenendo la devoluzione della controversia al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ai sensi dell'art. 143, comma 1, lettere a) e b), del r.d. n. 1775/1933.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, senza esaminare i motivi di merito. Ha ritenuto che la controversia riguardi provvedimenti incidenti direttamente e immediatamente sul regime delle acque pubbliche e sull'utilizzazione del demanio idrico. La vasca Aversana è un'opera pubblica di irrigazione destinata a soddisfare le esigenze irrigue delle ditte consorziate; lo scarico autorizzando potrebbe incidere sulla compatibilità dell'utilizzazione richiesta con il buon regime delle acque pubbliche convogliate nei canali irrigui. Il Collegio ha considerato le acque reflue trattate come acque pubbliche destinate a usi di interesse generale, alla luce della nozione di servizio idrico integrato comprensiva di fognatura e depurazione. Ne consegue la giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, quale giudice specializzato, anche se i provvedimenti siano stati adottati da autorità non istituzionalmente preposte alla tutela delle acque. Il decreto cautelare monocratico già emesso conserva efficacia per trenta giorni dalla pubblicazione della pronuncia dichiarativa del difetto di giurisdizione, ai sensi dell'art. 11, comma 7, c.p.a. La causa può essere riassunta davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche entro tre mesi dal passaggio in giudicato della sentenza. Spese compensate.
Norme richiamate
art. 143, comma 1, lettere a) e b), r.d. n. 1775/1933
Attribuisce al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche le controversie relative ad atti amministrativi incidenti in modo immediato e diretto sul regime delle acque pubbliche, sull'utilizzazione del demanio idrico e sulla realizzazione, localizzazione, sospensione o eliminazione di opere idrauliche.
Le misure cautelari perdono la loro efficacia trenta giorni dopo la pubblicazione del provvedimento che dichiara il difetto di giurisdizione del giudice che le ha emanate. Le parti possono riproporre le domande cautelari al giudice munito di giurisdizione.
Il decreto cautelare monocratico adottato dal giudice privo di giurisdizione conserva efficacia per trenta giorni dalla pubblicazione della pronuncia declinatoria; la domanda cautelare può essere riproposta davanti al giudice munito di giurisdizione.
Consente la riassunzione della causa davanti al giudice munito di giurisdizione entro il termine perentorio di tre mesi dal passaggio in giudicato della pronuncia.
Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti, quando la causa è pronta per la decisione.
Disciplina la conferenza di servizi nell'ambito della quale è stata adottata la determinazione conclusiva negativa relativa all'autorizzazione allo scarico.
art. 4, comma 1, lettera f), l. n. 36/1994
dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue
La nozione di servizio idrico integrato comprende anche fognatura e depurazione, rilevanti ai fini della qualificazione delle acque reflue trattate come acque pubbliche destinate a usi di interesse generale.
Sono richiamati per la disciplina delle modalità di riutilizzo e trattamento delle acque reflue urbane sottoposte a depurazione.
Massime di principio
- La giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche sussiste per le controversie relative a provvedimenti amministrativi che incidono in modo immediato e diretto sul regime delle acque pubbliche o sull'utilizzazione del demanio idrico, anche quando gli atti siano adottati da amministrazioni non istituzionalmente preposte alla tutela delle acque.
- Il discrimine tra la giurisdizione del giudice amministrativo ordinario e quella del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche è costituito dall'incidenza diretta del provvedimento sul governo delle acque pubbliche, non dalla natura dell'autorità emanante.
- Rientrano nella giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche i provvedimenti relativi a scarichi in opere idrauliche pubbliche quando la decisione richieda di verificare la compatibilità dello scarico con il buon regime delle acque pubbliche e con la funzione irrigua dell'opera.
- Le acque reflue sottoposte a trattamento e depurazione possono qualificarsi come acque pubbliche destinate a usi di interesse generale, considerando la nozione normativa di servizio idrico integrato comprensiva dei servizi di fognatura e depurazione.
- La pronuncia declinatoria della giurisdizione non determina l'immediata cessazione degli effetti della misura cautelare già adottata: essa conserva efficacia per trenta giorni dalla pubblicazione della pronuncia, salva la possibilità di riproporre la domanda cautelare davanti al giudice munito di giurisdizione.
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