Cassazione Penale, Sentenza n. 38003/2022 del 07/10/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza di appello che lo ha ritenuto penalmente responsabile per omicidio colposo in ambito stradale (art. 589/589-bis c.p.), sostenendo: 1) la ricostruzione della dinamica è viziata e il nesso di causalità è interrotto dalla condotta imprevedibile della vittima (motociclista), che era senza patente, sotto l'effetto di stupefacenti e procedeva a 70 km/h; 2) la durata della sanzione amministrativa accessoria (sospensione patente per 4 anni) è manifestamente illogica e sproporzionata, nonostante il riconoscimento di attenuanti.
La decisione
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Ritiene che il ricorrente chieda in realtà una rivalutazione dei fatti e della dinamica del sinistro non consentita in sede di legittimità quando la motivazione di merito è adeguata. Conferma che l'imputato ha violato l'art. 154 cds (non essersi assicurato prima della svolta) e che la velocità della vittima non è evento così imprevedibile da escludere il nesso di causalità. Sottolinea il potere discrezionale del giudice nella determinazione della durata delle pene accessorie ai sensi degli artt. 133 e 133-bis c.p. e ritiene congrua la scelta di applicare la durata massima della sospensione. Condanna il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norma riferita al delitto colposo in ambito della circolazione stradale; il reato contestato è stato inquadrato in questa fattispecie.
Principio generale sull'omicidio colposo richiamato nella disamina sulla responsabilità e sul nesso causale tra condotta e evento.
Obbligo del conducente, nell'impegnare un incrocio o nell'effettuare una manovra, di accertarsi dell'assenza di pericoli; la sua violazione è stata ritenuta inserita nella sequenza causale dell'evento.
Criteri per la determinazione della pena e per la graduazione delle pene accessorie: il giudice ha ampia discrezionalità a cui attenersi, valutando gravità del fatto, colpa e recidiva, giustificando la scelta della durata massima della sospensione.
Giurisprudenza di legittimità (principio sulla prevedibilità dell'eccessiva velocità)
La Corte richiama orientamenti consolidati secondo cui il conducente che impegna un crocevia deve prevedere anche la possibilità di eccessiva velocità da parte degli altri utenti: tale previsione rientra nella normale prevedibilità e non esclude automaticamente la responsabilità dell'incrociatore.
Massime di principio
- In sede di Cassazione non è consentita la riconsiderazione dei fatti e della dinamica dell'incidente quando la motivazione del giudice di merito è adeguata; il ricorso che mira a un diverso apprezzamento probatorio è inammissibile.
- La violazione dell'obbligo di accertarsi della sicurezza prima di effettuare una svolta (art. 154 cds) integra un elemento causale rilevante nella responsabilità per omicidio colposo stradale.
- La condotta colposa della vittima (es. guida senza patente, sotto stupefacenti o a velocità eccessiva) non esclude automaticamente il nesso causale: va valutata la prevedibilità di tale condotta; se rientra nella normale prevedibilità, non interrompe la causalità.
- La determinazione della durata delle pene accessorie rientra nell'area discrezionale del giudice di merito e può essere motivatamente fissata al massimo edittale se sussistono gravi elementi (entità del danno, gravità della violazione, recidiva o precedenti).
- Per impugnare con successo la quantificazione di sanzioni accessorie occorre dimostrare un vizio di motivazione o un eccesso di discrezionalità, non la semplice preferenza per una diversa valutazione.
- In casi di sinistro stradale, le impugnazioni in Cassazione dovrebbero focalizzarsi su questioni di diritto o su vizi logici manifesto della motivazione, non su una mera ritrattazione delle conclusioni di merito.
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