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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17041/2022 del 02/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza di rigetto del riesame avverso il decreto di sequestro preventivo emesso per il delitto di ricettazione, deducendo violazione di legge per la mancata indicazione, nel decreto di sequestro, del reato presupposto della ricettazione; la difesa sostiene che il provvedimento avrebbe dovuto indicare almeno genericamente quale fosse il reato presupposto e gli elementi indiziari su cui si basava tale ricostruzione

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi ritenendoli fondati. Richiamando consolidata giurisprudenza, ha rilevato che il decreto di sequestro limitava la propria indicazione all'art. 648 c.p. senza specificare il reato presupposto o fornire elementi utili a identificarlo. Per tale motivo la Corte ha annullato senza rinvio sia l'ordinanza impugnata sia il decreto di sequestro del G.i.p. del 29/07/2021, disponendo la restituzione di quanto sequestrato agli aventi diritto e ordinando le comunicazioni di rito al Procuratore Generale ai sensi dell'art. 626 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    La Corte precisa che per contestare ricettazione nel decreto di sequestro non basta la mera indicazione normativa; è necessario individuare, almeno genericamente, la tipologia di delitto presupposto e i fatti/indizi che collegano i beni al reato

  • art. 648-bis cod. pen.

    Richiamata in motivazione in relazione alla clausola di riserva: il giudice deve considerare se l'imputato possa aver concorso nel reato presupposto, condizione rilevante ai fini dell'applicazione della riserva prevista dall'art. 648-bis

  • art. 626 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per gli obblighi di comunicazione a seguito dell'annullamento: la cancelleria deve trasmettere le comunicazioni di rito alle autorità competenti

Massime di principio

  • Per un sequestro preventivo fondato su ricettazione (o reati assimilabili, es. riciclaggio) il decreto deve indicare non soltanto la norma penale applicata, ma anche, almeno in termini generici, quale tipologia di delitto costituisce la provenienza del bene e gli elementi indiziari che lo collegano a quel delitto
  • La mera asserzione di "possesso ingiustificato" di denaro o beni non è sufficiente a giustificare il sequestro: bisogna mostrare, anche sommariamente, perché si ritiene che la provenienza sia delittuosa e quale reato presupposto si ipotizza
  • Se il provvedimento ablativo manca dei necessari elementi di specificazione sul reato presupposto la Corte può annullare senza rinvio il decreto di sequestro e disporre la restituzione dei beni
  • Ai fini della clausola di riserva (art. 648-bis) il giudice deve valutare e motivare anche l'eventuale concorso dell'indagato nel reato presupposto; l'omissione di tale considerazione è vizio rilevante
  • Per la difesa è utile impugnare i provvedimenti di sequestro che non specificano il reato presupposto e chiedere l'annullamento quando mancano indicazioni sugli elementi indiziari che collegano i beni al delitto

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