Cassazione Penale, Sentenza n. 22685/2023 del 25/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della condanna a 15 giorni di arresto per guida senza mai aver conseguito la patente (art. 116 co. 15 e 17 D.lgs. 285/92), deducendo violazione delle garanzie processuali per procedere in assenza dell'imputato (art. 420-bis co. 2 c.p.p. in relazione all'art. 179 co. 1 c.p.p. e agli artt. 24 co. 2 e 111 Cost.). Contestava la mancata valutazione della sua effettiva conoscenza del processo: aveva nominato un difensore di fiducia ed eletto domicilio (20/10/2017) ma il difensore avrebbe poi rinunciato al mandato (deposito 13/01/2023) e l'imputato non aveva potuto allegare la mancata conoscenza perché non aveva avuto notizia del processo. Richiedeva, inoltre, accertamento dell'estinzione per prescrizione della contravvenzione maturata successivamente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto la motivazione della Corte d'appello coerente e non viziata: la nomina di un difensore di fiducia con elezione di domicilio costituisce indice legittimo di conoscenza del processo e la sola rinuncia del difensore non è sufficiente a provare l'ignoranza delle comunicazioni da parte dell'imputato senza ulteriori circostanze allegabili. L'assenza di obiezioni da parte del difensore d'ufficio all'apertura del dibattimento rafforza l'ipotesi di colpevole disinteresse. Per l'inammissibilità manifesta del ricorso non è stata neppure esaminata la questione della prescrizione sopravvenuta. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a titolo di sanzione pecuniaria.
Norme richiamate
D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada), art. 116 co. 15 e 17
Norma sostanziale che punisce la guida senza patente; applicata per contestare la condotta reiterata del ricorrente di guidare senza mai aver conseguito la patente.
Codice di procedura penale, art. 420-bis co. 2
Riferito al giudizio in contumacia: la corte ha valutato che le doglianze sulla procedura in assenza non superano la valutazione motivata dei giudici di merito.
Codice di procedura penale, art. 179 co. 1
Norma relativa alle notificazioni; la Corte ha ritenuto che la notificazione al difensore domiciliatario fosse valida e fosse indice di conoscenza.
Costituzione, art. 24 co. 2
Richiamato nella doglianza sulle garanzie difensive; la Cassazione ha ritenuto che le garanzie non siano state violate alla luce delle risultanze sul domicilio e sul comportamento difensivo.
Costituzione, art. 111
Richiamato in tema di diritto al giusto processo; la Corte ha ritenuto compatibile la decisione dei giudici di merito con i principi costituzionali invocati.
Codice di procedura penale, art. 129
Norma sulle cause di non punibilità (es. prescrizione): la Corte ha ricordato che, per effetto dell'inammissibilità del ricorso, non si può pronunciare su cause sopravvenute di estinzione.
Codice di procedura penale, art. 616
Norma sulle spese nel caso di inammissibilità; impiegata per giustificare la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
Giurisprudenza di legittimità citata (Sezioni Unite: Innaro, Ismail, Lovric; Sez. 4 Piunti, ecc.)
La Corte ha richiamato orientamenti secondo cui la nomina di un difensore di fiducia con elezione di domicilio è un prezioso indice di conoscenza del processo, salvo che emergano circostanze che dimostrino altrimenti; la sola rinuncia del difensore non basta a dimostrare la mancata conoscenza.
Massime di principio
- La nomina di un difensore di fiducia con elezione di domicilio costituisce un forte indice di conoscenza del procedimento da parte dell'imputato, salvo prova contraria adeguata.
- La rinuncia del difensore al mandato, da sola, non prova la mancata conoscenza delle notifiche da parte dell'imputato; occorrono ulteriori elementi concreti e specifici allegati dall'interessato.
- Se il difensore d'ufficio non solleva eccezioni all'apertura del dibattimento, questo può essere valutato come indice di colpevole disinteresse dell'imputato e giustificare il procedere in sua assenza.
- Le questioni di estinzione del reato (es. prescrizione) sopravvenute dopo la sentenza d'appello non possono essere valutate quando il ricorso per cassazione è dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza.
- Per difendere efficacemente la mancata conoscenza del processo è necessario conservare e produrre prove documentali (comunicazioni non ricevute, attestazioni di domicilio, tempestive contestazioni formali) che spieghino perché le notifiche non hanno raggiunto l'imputato e che escludano un comportamento colpevole di negligenza.
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