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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21887/2026 del 12/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha proposto incidente di esecuzione per ottenere, ai sensi dell'art. 95 d.lgs. 150/2022, la sostituzione della pena detentiva di 2 anni e 6 mesi inflitta con sentenza del 21/01/2020 con le pene sostitutive previste dagli artt. 20-bis cod. pen. e 53 l. n. 689/1981. Il Tribunale di Foggia ha respinto la richiesta de plano ritenendo che la pena sostitutiva non fosse maggiormente idonea alla rieducazione e non potesse presumersi l'adempimento delle prescrizioni, alla luce della gravità del reato e della personalità del condannato. Il ricorrente ha censurato la decisione per violazione di legge e vizio di motivazione, in particolare per non aver valorizzato la relazione di sintesi della casa circondariale di Potenza che attestava regolare condotta intramuraria e auspicava una misura esterna.

La decisione

La Corte ha annullato l'ordinanza del Tribunale per violazione procedurale: il rigetto de plano è stato pronunciato senza instaurazione del contraddittorio, mentre la decisione del giudice dell'esecuzione si fondava su valutazioni discrezionali (idoneità della pena sostitutiva alla rieducazione e personalità del condannato) che richiedono invece l'udienza in camera di consiglio con partecipazione delle parti. La Corte ha precisato che la pronuncia de plano senza contraddittorio è ammissibile soltanto nelle ipotesi di manifesta infondatezza intesa come difetto oggettivo di condizioni di legge non implicanti valutazione discrezionale; fuori da tali casi la mancata instaurazione del contraddittorio integra nullità assoluta rilevabile d'ufficio. La decisione è stata quindi annullata con rinvio al Tribunale di Foggia perché decida nuovamente, in piena autonomia e con fissazione di apposita udienza camerale, nel contraddittorio tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 95 d.lgs. 150/2022

    Norma richiamata quale base dell'istanza volta alla sostituzione della pena; la sentenza la considera il titolo procedurale dell'istanza senza una specifica reinterpretazione della norma.

  • art. 20-bis cod. pen.

    Disposizione indicata come fonte delle pene sostitutive richieste dal ricorrente; la decisione non entra nel merito dell'applicabilità sostanziale della norma, essendo censurata la mancata instaurazione del contraddittorio.

  • art. 53 l. n. 689/1981

    Richiamata insieme all'art. 20-bis come base normativa per le pene sostitutive; la Corte non ha valutato nel merito l'applicabilità ma ha ordinato il rilievo procedurale del contraddittorio.

  • art. 666 cod. proc. pen.

    il comma 2 consente il decreto reso de plano e in assenza di contraddittorio quando l'istanza sia gia' rigettata per gli stessi elementi oppure sia manifestamente infondata per difetto delle condizioni di legge

    La Corte interpreta la norma in senso restrittivo: il potere di decidere de plano è ammesso solo per la manifesta infondatezza intesa come difetto obiettivo di condizioni di legge non implicanti valutazione discrezionale; le valutazioni che richiedono discrezionalità e approfondimento richiedono l'udienza in camera di consiglio con contraddittorio (commi 3 e 9).

  • art. 127 cod. proc. pen.

    Richiamato come modello procedurale per l'udienza in camera di consiglio che deve essere assicurata nelle decisioni che implicano valutazioni discrezionali.

  • artt. 178 e 179 cod. proc. pen.

    Richiamati in relazione alla rilevabilità d'ufficio delle nullità: la mancata instaurazione del contraddittorio, ove non giustificata dalla legge, integra nullità assoluta rilevabile in ogni stato e grado e comporta l'annullamento del provvedimento impugnato.

Massime di principio

  • La pronuncia de plano senza contraddittorio prevista dall'art. 666 c. 2 cpp è ammissibile solo per ipotesi di manifesta infondatezza riconducibile a difetto oggettivo di condizioni di legge non soggette a valutazione discrezionale; non può essere impiegata per respingere istanze che richiedono un giudizio valutativo sulla rieducazione o sull'adempimento di prescrizioni.
  • Quando la decisione richiede valutazioni discrezionali (es. idoneità della pena sostitutiva alla rieducazione, personalità del condannato, affidabilità rispetto alle prescrizioni), il giudice dell'esecuzione deve fissare l'udienza in camera di consiglio e garantire il contraddittorio tra le parti (compreso il parere del Pubblico Ministero).
  • L'omessa instaurazione del contraddittorio, fuori dai casi tassativi previsti dalla legge, integra nullità assoluta rilevabile d'ufficio e comporta l'annullamento della decisione con rinvio per nuovo esame.
  • Il ricorrente che intenda ottenere misure sostitutive dovrebbe documentare puntualmente la condotta intramuraria e produrre elementi che rendano difficoltoso per il giudice rigettare l'istanza de plano; la presenza di relazione favorevole dell'istituto penitenziario rafforza l'obbligo del confronto in contraddittorio.
  • La difesa può far valere la nullità per omesso contraddittorio in ogni stato e grado; il Pubblico Ministero ha titolo a partecipare al contraddittorio e la sua mancata acquisizione può essere motivo di nullità deducibile anche dalla parte privata.

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