Cassazione Penale, Sentenza n. 34350/2022 del 16/09/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma della condanna per ricettazione (art. 648 c.p.), deducendo violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla consapevolezza della provenienza illecita del telefono e alla qualificazione giuridica del fatto; richiama anche, alternativamente, gli artt. 647 e 624 c.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo le doglianze manifestamente infondate: la motivazione della Corte territoriale si integra con quella del primo giudice, ha risposto in modo congruo alle censure e non è sindacabile in sede di legittimità mediante riconsiderazione del materiale probatorio. Di conseguenza la condanna per ricettazione è confermata e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norma che punisce la ricettazione; la Corte ha ritenuto sussistenti gli elementi del reato e la consapevolezza della provenienza illecita del bene, conformandosi alla giurisprudenza di legittimità in materia
Richiamato dal ricorrente come possibile riferimento; la Corte non ha ritenuto comunque applicabile una diversa qualificazione che potesse assolvere il ricorrente
Richiamato dal ricorrente per ipotizzare la qualificazione come furto; la Corte ha ritenuto assenti elementi per qualificare il fatto come furto anziché ricettazione
art. 606 lett. e) cod. proc. pen.
La Corte ha ricordato il limite del sindacato di legittimità: non è consentito alla Cassazione rinnovare la valutazione delle prove, ma verificare se i giudici di merito abbiano esaminato gli elementi, applicato correttamente le regole logiche e dato risposta alle censure
Consente la condanna al versamento di una somma in favore della cassa delle ammende per ricorsi manifestamente infondati o dolosamente temerari; la Corte ha applicato tale disposizione e fissato l'importo in euro 3.000
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non riforma il giudizio di merito sulla base di una diversa valutazione delle prove: i motivi che si riducono a una diversa lettura del materiale probatorio sono, di regola, inammissibili
- Per contestare la qualificazione giuridica del fatto (es. ricettazione vs furto) in sede di legittimità occorre dimostrare un errore di diritto o un vizio specifico nella motivazione, non solo proporre un'alternativa interpretativa
- Nelle ipotesi di ricettazione la difesa deve affrontare la questione della "consapevolezza" della provenienza illecita con elementi concreti che mettano in crisi la ricostruzione dei giudici di merito; semplici dubbi non sono sufficienti
- Le decisioni dei giudici di merito sono valutate dalla Cassazione soprattutto sotto il profilo della completezza e correttezza della motivazione (rispetto delle regole logiche e risposta alle deduzioni delle parti)
- Presentare ricorsi manifestamente infondati espone il ricorrente al rischio di sanzioni economiche ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; è opportuno valutare attentamente la fondatezza giuridica del motivo prima di proporre impugnazioni in Cassazione
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