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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28811/2026 del 29/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (condannato)

La controversia

Il condannato aveva chiesto la liberazione anticipata per il semestre 01/03/2025-01/09/2025, ma il Magistrato di sorveglianza prima e il Tribunale di sorveglianza poi avevano negato il beneficio ritenendo ostativa una violazione delle prescrizioni: autorizzato a uscire di casa solo per lavorare presso un esercizio commerciale in determinate fasce orarie, era stato visto uscire da un bar vicino in orario di lavoro. Il ricorso per cassazione deduceva quattro censure: (1) manifesta illogicità della motivazione per non aver valorizzato i numerosi elementi positivi del periodo e per aver attribuito rilievo eccessivo a una violazione episodica e marginale; (2) violazione dell'art. 69-bis ord. pen. per avere il giudice fondato il diniego su un automatismo, senza valutare la complessiva partecipazione al trattamento rieducativo; (3) violazione degli artt. 27, commi 3 e 4, Cost. per mancata considerazione del percorso rieducativo; (4) violazione dell'art. 3 Cost. per difetto di ragionevolezza e proporzionalità.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il ricorso. Ha osservato che la motivazione dell'ordinanza impugnata si limitava a registrare l'inadempienza, senza valutare l'incidenza concreta della violazione sul percorso rieducativo e senza verificare se il comportamento fosse sintomatico di mancata adesione al trattamento. Ha richiamato il principio secondo cui le infrazioni rilevano solo come indice della disponibilità o meno al trattamento rieducativo e devono essere comparate con gli altri elementi positivi del semestre, non potendo una singola infrazione vanificare di per sé una condotta complessivamente positiva. L'ordinanza è stata quindi annullata con rinvio al Tribunale di sorveglianza di Catanzaro per nuovo giudizio, libero nell'esito, e per nuova motivazione conforme ai principi indicati.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b), c.p.p.

    Norma evocata per denunciare inosservanza o erronea applicazione di legge nei motivi di ricorso.

  • art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p.

    Norma evocata per denunciare il vizio di manifesta illogicità della motivazione.

  • art. 69-bis ord. pen.

    Disposizione richiamata in relazione al giudizio sulla liberazione anticipata e alla necessità di valutare complessivamente la partecipazione del condannato al trattamento rieducativo.

  • art. 27, commi 3 e 4, Cost.

    Richiamato a sostegno dell'esigenza di considerare la funzione rieducativa della pena e il percorso del condannato.

  • art. 3 Cost.

    Richiamato per il canone di ragionevolezza e proporzionalità nella valutazione del diniego del beneficio.

Massime di principio

  • Ai fini della liberazione anticipata, le infrazioni commesse dal condannato non assumono rilievo in sé e per sé come conseguenza sanzionatoria, ma solo come possibile indice della mancata adesione al trattamento rieducativo.
  • Il giudice di sorveglianza deve valutare concretamente la singola violazione, verificando se essa sia realmente sintomatica di resistenza al percorso rieducativo, e deve compararla con gli altri elementi positivi emersi nel semestre esaminato.
  • Una violazione episodica o marginale non può automaticamente neutralizzare un comportamento complessivamente positivo e continuativo del detenuto durante l'espiazione della pena.
  • Il diniego della liberazione anticipata richiede una motivazione specifica sull'incidenza della condotta inadempiente sul percorso rieducativo; un mero richiamo all'infrazione, senza tale valutazione comparativa, integra vizio di motivazione.

Come è indicizzato

MaterieLiberazione anticipata
RamiEsecuzione penale

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