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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31865/2026 del 25/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

L'imputato ha impugnato per cassazione la sentenza della Corte di appello di Torino che, ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., aveva rideterminato la pena principale originariamente inflitta in anni cinque e mesi sei di reclusione ed euro 2.600 di multa, portandola ad anni quattro e mesi sette di reclusione ed euro 2.167 di multa. La sentenza di appello aveva tuttavia lasciato ferme le pene accessorie dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici e dell'interdizione legale durante la pena. Con un unico motivo, la difesa ha dedotto violazione di legge, ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. b), c.p.p., in relazione agli artt. 29 e 32 c.p., sostenendo che, essendo la pena principale stata ridotta al di sotto di cinque anni di reclusione, l'interdizione perpetua dai pubblici uffici avrebbe dovuto essere sostituita con l'interdizione temporanea per cinque anni e l'interdizione legale avrebbe dovuto essere revocata. La difesa ha inoltre rilevato che la Corte di appello aveva modificato le pene accessorie per altri coimputati la cui pena era stata analogamente ridotta, omettendo di adottare la medesima soluzione per il ricorrente.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso, rilevando l'illegalità delle pene accessorie applicate. Poiché la pena principale era pari ad anni quattro e mesi sette di reclusione, quindi inferiore a cinque anni, l'interdizione perpetua dai pubblici uffici è stata sostituita con l'interdizione temporanea dai pubblici uffici per la durata di cinque anni, ai sensi dell'art. 29 c.p. L'interdizione legale è stata eliminata, non ricorrendo il presupposto della condanna a una pena non inferiore a cinque anni previsto dall'art. 32 c.p. La Corte ha provveduto direttamente ai sensi dell'art. 620, lett. l), c.p.p., non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, e ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente alle pene accessorie.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b), c.p.p.

    Il ricorso è stato proposto per denunciare l'applicazione illegale delle pene accessorie.

  • art. 599-bis c.p.p.

    La Corte di appello ha rideterminato la pena su accordo delle parti.

  • art. 29 c.p.

    interdizione temporanea dai pubblici uffici per la durata di anni cinque

    Quando la condanna ha dato luogo a una pena detentiva non inferiore a tre anni ma inferiore a cinque anni, l'interdizione perpetua dai pubblici uffici deve essere sostituita dall'interdizione temporanea per cinque anni.

  • art. 32 c.p.

    condanna a pena non inferiore ad anni cinque di reclusione

    L'interdizione legale non si applica quando la pena principale è inferiore a cinque anni di reclusione.

  • art. 620, lett. l), c.p.p.

    non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto

    La Corte di cassazione può annullare senza rinvio e correggere direttamente le pene accessorie illegali quando non occorrono ulteriori accertamenti di fatto.

Massime di principio

  • L'illegalità della pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici è deducibile con ricorso per cassazione anche quando la condanna sia stata pronunciata a seguito di patteggiamento o di accordo tra le parti.
  • L'illegalità di una pena accessoria erroneamente applicata è rilevabile d'ufficio dalla Corte di cassazione anche quando il ricorso sia inammissibile.
  • Quando la pena principale definitivamente applicata è inferiore a cinque anni ma non inferiore a tre anni di reclusione, l'interdizione perpetua dai pubblici uffici deve essere sostituita con l'interdizione temporanea dai pubblici uffici per cinque anni, ai sensi dell'art. 29 c.p.
  • L'interdizione legale prevista dall'art. 32 c.p. non può essere applicata se la condanna comporta una pena principale inferiore a cinque anni di reclusione.
  • Quando l'illegalità delle pene accessorie dipende esclusivamente dalla misura della pena principale e non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte di cassazione può provvedere direttamente alla loro sostituzione o eliminazione mediante annullamento senza rinvio.

Come è indicizzato

MateriePena e commisurazioneImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale

Testo integrale

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