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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9891/2025 del 11/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello che confermava la condanna per riciclaggio per il prelievo di 3.452 euro. Il ricorso deduceva: (i) incompetenza territoriale, sostenendo che la competenza dovesse essere Palermo per le registrazioni contabili del conto, non Trapani dove materialmente fu compiuto il prelievo; (ii) vizio di motivazione e violazione dell'art. 47 c.p. per aver ritenuto il dolo eventuale applicabile al reato di riciclaggio e non aver valutato l'errore del ricorrente; (iii) utilizzabilità di dichiarazioni rese nel precedente giudizio di appello annullato dalla Cassazione, poiché, secondo il ricorrente, quelle dichiarazioni sono state travolte dall'annullamento e quindi inutilizzabili.

La decisione

Rigetto del ricorso. La Corte di Cassazione ha confermato la competenza territoriale di Trapani per il fatto che l'atto materiale di prelievo si è consumato in quella provincia e il reato di riciclaggio è configurabile come delitto a forma libera, suscettibile di consumazione frammentaria e prolungata. Ha altresì ritenuto ammissibile il dolo eventuale per il reato di riciclaggio quando l'agente si rappresenta e accetta il rischio della provenienza illecita del denaro. Quanto alle dichiarazioni rese nel precedente giudizio di appello annullato, la Corte ha ritenuto che il loro eventuale riferimento nella motivazione non fosse decisivo: le stesse risultano smentite da prove documentali e, anche escludendole, la sentenza di merito sarebbe comunque sostenuta da elementi probatori ammissibili (applicazione della cosiddetta "prova di resistenza"). In base all'art. 616 c.p.p. il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese.

Norme richiamate

  • artt. 610, comma 5 e 611, comma 1-bis e ss. cod. proc. pen.

    Norme procedurali richiamate per la celebrazione del procedimento con contraddittorio scritto e per l'assenza di trattazione orale in mancanza di richiesta nei termini; non incidono sul merito ma sul rito seguito in Cassazione.

  • art. 8 e ss. cod. proc. pen.

    Norme sulla competenza territoriale e sulla sua determinazione; la Corte le interpreta nel senso che la competenza può individuarsi nel luogo in cui si è consumato l'atto materiale rilevante (qui: il prelievo a Trapani), anche se vi siano rilevazioni contabili in altra provincia.

  • art. 648-bis cod. pen.

    Norma che punisce il riciclaggio; la Corte la interpreta come un delitto a forma libera e potenzialmente a consumazione prolungata/frammentaria, quindi riconoscendo rilevanza penale a trasferimenti o prelievi anche successivi e dislocati.

  • art. 47 cod. pen.

    Definizione di dolo e colpa: la Corte riafferma che il dolo eventuale è compatibile con il reato di riciclaggio quando l'agente si rappresenta la provenienza illecita del denaro e ne accetta il rischio.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che dispone l'assorbimento delle spese a carico della parte privata che propone il ricorso se questo viene rigettato; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento in Cassazione.

Massime di principio

  • La competenza territoriale in reati con atti plurilocati va valutata sul luogo dell'atto materiale rilevante (es. prelievo o trasferimento), non esclusivamente sul luogo di registrazione contabile.
  • Il reato di riciclaggio può realizzarsi in forma frammentaria e prolungata: trasferimenti o prelievi successivi riconducibili a proventi illeciti integrano l'azione penalmente rilevante.
  • Il dolo eventuale è idoneo per il reato di riciclaggio quando l'agente si rappresenta la possibile origine illecita del denaro e accetta il rischio; l'asserita incompatibilità del dolo eventuale con il riciclaggio non trova fondamento giurisprudenziale.
  • Se dichiarazioni o prove sono state acquisite in un giudizio poi annullato per vizio radicale, esse possono essere inidonee, ma la sentenza può comunque reggere se, espunte le prove inutilizzabili, resta una "prova di resistenza" sufficiente a sostenere la decisione.
  • In impugnazioni in Cassazione, l'analisi deve verificare se i motivi sono manifestamente infondati o incardinano profili di illegittimità che giustifichino l'annullamento; la mera valutazione di prova o la ricostruzione dei fatti in contrasto con la giurisprudenza consolidata è difficilmente sufficiente.

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