Cassazione Civile, Ordinanza n. 20426/2022 del 24/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
La controversia
La controversia nasce da un giudizio di regolamento di confini tra fondi limitrofi: la proprietaria di una particella sosteneva che il confine con le particelle contigue dell'altra parte fosse stato erroneamente individuato, contestando la rilevanza attribuita dai giudici di merito al frazionamento catastale della particella originaria n. 65, da cui era stata ricavata una nuova particella (n. 318). La Corte d'appello aveva confermato la decisione di primo grado, ritenendo che quel frazionamento non avesse valore probante ai fini della determinazione del confine, perché non si trattava del frazionamento di un fondo originariamente unico comune alle parti. Con il ricorso per cassazione venivano dedotti sette motivi, in realtà sei, tutti centrati sull'erroneo accertamento del confine; in particolare il primo motivo denunciava violazione del D.P.R. n. 650 del 1972 e dell'art. 950 c.c. per avere la Corte d'appello escluso a priori la rilevanza del tipo di frazionamento richiamato nel titolo di acquisto, mentre gli altri motivi, assorbiti, contestavano sotto diversi profili l'accertamento del confine e, in uno di essi, anche la distanza di manufatti rispetto al confine ai sensi dell'art. 873 c.c. e del regolamento comunale.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso, ritenendo che il giudice di merito non potesse escludere in via astratta la rilevanza del frazionamento e dovesse comunque esaminare i titoli di acquisto delle parti come base primaria per l'individuazione del confine. Di conseguenza ha dichiarato assorbiti gli altri motivi, ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte d'appello di Bari in diversa composizione per un nuovo esame, demandando al giudice di rinvio anche la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
nel regolamento di confini l'individuazione del confine deve avvenire prioritariamente tramite esame dei titoli di acquisto delle parti, che costituiscono la base primaria dell'accertamento
richiamato in relazione alla disciplina del frazionamento catastale e alla sua possibile rilevanza probatoria nella determinazione del confine
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
norma processuale invocata per denunciare la violazione di legge
richiamato nel motivo assorbito in tema di distanze legali e criterio della prevenzione, subordinato all'accertamento del confine
Massime di principio
- Nel giudizio di regolamento di confini il giudice di merito non può prescindere dall'esame dei titoli di acquisto delle rispettive proprietà, perché essi costituiscono la prova primaria per individuare la linea di confine.
- Il frazionamento catastale richiamato nei titoli di provenienza può assumere valore decisivo o comunque centrale nell'accertamento del confine; il giudice può ricorrere ad altri mezzi di prova solo quando le indicazioni desumibili dai titoli siano mancanti o insufficienti.
- La rilevanza del frazionamento non può essere esclusa in astratto solo perché non proviene dalla suddivisione di un fondo originariamente comune alle parti; occorre sempre verificare il contenuto dei titoli e dei relativi allegati.
- Le questioni sulle distanze legali delle costruzioni rispetto al confine presuppongono l'accertamento preliminare della linea di confine, poiché solo dopo tale accertamento può valutatarsi l'applicabilità delle regole sulle distanze e del criterio della prevenzione.
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