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Cassazione Penale, Ordinanza n. 01611/2025 del 14/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Napoli. Dal testo emerge che i motivi erano quattro: i primi due contestavano la ricostruzione dei fatti e la valutazione delle prove compiuta dai giudici di merito, chiedendo in sostanza una diversa lettura del compendio probatorio; il terzo censurava il diniego delle attenuanti generiche; il quarto lamentava la mancata esclusione della recidiva. La Corte ha ritenuto i motivi non consentiti in sede di legittimità, perché i primi due miravano a una rivalutazione del materiale probatorio, il terzo non si confrontava con una motivazione congrua fondata sulla personalità negativa dell'imputato e sulla gravità della condotta, e il quarto era generico e non confrontato con la motivazione della sentenza impugnata sul maggior disvalore criminale desunto dai precedenti e dalla non occasionalità dell'inserimento in ambienti criminali.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Non risulta dal testo l'esatta imputazione sostanziale, ma il provvedimento di merito è stato confermato per effetto dell'inammissibilità del ricorso. La Corte ha escluso la possibilità di riesaminare nel merito la valutazione della prova, ha ritenuto insindacabile la motivazione sul diniego delle attenuanti generiche e ha reputato specificamente motivata la recidiva.

Norme richiamate

  • art. 133 c.p.

    "tra quelli pur sempre indicati nell'art. 133 cod. pen."

    La motivazione sul diniego delle attenuanti generiche è sufficiente se dà conto degli elementi di cui all'art. 133 c.p. ritenuti prevalenti.

  • art. 62-bis c.p.

    Richiamato implicitamente in relazione al diniego delle attenuanti generiche; la decisione di merito sul punto è giudizio di fatto sindacabile solo nei limiti della motivazione non contraddittoria o manifestamente illogica.

  • art. 99 c.p.

    La recidiva può essere mantenuta quando la motivazione dia conto della tipologia delle condotte, dei precedenti e della non occasionalità dell'inserimento dell'imputato in ambienti criminali.

  • art. 606 c.p.p.

    I motivi che mirano a una rivalutazione delle prove o che difettano di specificità non sono consentiti in sede di legittimità.

  • art. 591 c.p.p.

    Il ricorso che contiene motivi non consentiti o privi di specificità è dichiarato inammissibile.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentita una rivalutazione del compendio probatorio: il sindacato della Cassazione si limita alla verifica della coerenza logico-giuridica della motivazione e dell'esatta applicazione dei criteri legali di valutazione della prova.
  • Il giudizio di concessione o diniego delle attenuanti generiche è un apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito e non è censurabile in cassazione se la motivazione è non contraddittoria e richiama elementi rilevanti ex art. 133 c.p.
  • La censura sulla recidiva è inammissibile quando non si confronta in modo puntuale con la motivazione della sentenza impugnata, specie se questa valorizza precedenti penali, tipologia delle condotte e non occasionalità dell'inserimento in ambienti criminali.
  • Un ricorso per cassazione è inammissibile quando i motivi si traducono in richieste di nuovo apprezzamento del fatto o risultano generici rispetto alla ratio decidendi della sentenza impugnata.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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