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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37947/2024 del 16/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva dichiarato inammissibile il riesame avverso il decreto di sequestro preventivo (aree per complessivi 3.168 mq oggetto di permuta, un autocarro e un escavatore) disposto dal GIP per reati connessi alla gestione illecita di rifiuti (art. 256 Dlgs. 152/06). De Paoli Emilio ha censurato la carenza di motivazione del provvedimento di convalida del GIP, la mancata valutazione del periculum in mora, e ha sostenuto che i materiali rinvenuti fossero sottoprodotti o deposito temporaneo non soggetto a sequestro e che la confisca non fosse giustificabile se non in presenza di una discarica. De Paoli Giuseppe ha contestato il rapporto di pertinenzialità tra il suo autocarro e il reato, la mancanza del periculum e l'illegittima integrazione della motivazione da parte del Tribunale; ha inoltre prospettato la titolarità/estraneità al reato come terzo. Laganà Michele ha dedotto che l'escavatore era bene in leasing/uso da terzi (noleggio/leasing), dunque non appartenente all'indagato, e ha rilevato la buona fede e la scadenza del contratto come elementi ostativi al sequestro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di De Paoli Emilio e De Paoli Giuseppe, confermando che non era ammissibile in questa sede censurare la convalida del Gip (atto non impugnabile) e che, in materia di misure cautelari reali, i terzi possono limitarsi a dedurre titolarità e buona fede; i motivi di merito sulla qualificazione dei materiali come sottoprodotti o deposito temporaneo sono stati ritenuti rivalutativi o manifestamente infondati. Ha invece accolto parzialmente il ricorso di Laganà Michele: la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente al sequestro dell'escavatore e ha rinviato al Tribunale di Reggio Calabria per un nuovo esame specifico sulla legittimazione e sulla buona fede del reclamante (terzo utilizzatore/lessee), disponendo che il Tribunale valuti concretamente la natura del rapporto contrattuale di leasing/noleggio e la sussistenza degli elementi di buona fede. I ricorrenti De Paoli Emilio e De Paoli Giuseppe sono stati condannati alle spese e a versare, in via equitativa, €3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • Dlgs. 152/2006

    art. 256 comma 1 lett. b) e comma 2

    Norma relativa all'illecita gestione di rifiuti; la Corte ha ritenuto che il rinvenimento di materiali destinati al seppellimento e di rifiuti misti potesse costituire fumus per il reato e giustificare il sequestro preventivo ove sussistano elementi che escludono il deposito temporaneo

  • Codice di procedura penale

    art. 321 (commi 1 e 3-bis), art. 322-bis, art. 324 comma 7, art. 309 comma 9, art. 240 comma 3, art. 616

    Art. 321 e 3-bis: distinzione tra decreto del P.M. di sequestro urgente (provvisorio) e ordinanza di convalida del GIP; la Corte ricorda l'inammissibilità di censurare in Cassazione atti non impugnabili in quella sede. Art. 240 e correlati: regole su confisca e nozione di appartenenza; richiamata per delimitare gli effetti su diritti di terzi. Art. 616: onere spese per ricorsi inammissibili.

  • Sentenza Corte Costituzionale

    Richiamata in relazione alla valutazione sull'eventuale responsabilità nella presentazione del ricorso e per escludere colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

Massime di principio

  • In materia di misure cautelari reali, il decreto urgente del pubblico ministero e l'ordinanza di convalida del GIP hanno profili di impugnabilità distinti: non è ammissibile in Cassazione impugnare direttamente vizi della convalida se tale atto non è stato adeguatamente dedotto in grado precedente; le censure devono riguardare atti effettivamente impugnati
  • Il terzo che richiede la restituzione di beni sottoposti a sequestro deve provare non solo la titolarità del diritto (proprietà o altro diritto reale), ma anche la sua estraneità al reato e la buona fede, ossia l'assenza di negligenza o di vantaggi derivanti dall'illecito; in difetto di prova specifica, le deduzioni generiche sono inammissibili
  • La qualificazione di materiali rinvenuti come 'sottoprodotti' o come 'deposito temporaneo' richiede un accertamento concreto e motivato sui limiti quantitativi, temporali e sulle condizioni di deposito; la mera parentesi descrittiva non basta a escludere la natura di rifiuto o lo stato di abbandono
  • Nel valutare il periculum in mora per il sequestro preventivo si considera il rischio di reiterazione del reato o di aggravamento delle conseguenze (non la immediata esigenza di confisca); prove circostanziate sullo stato dei luoghi e sulle operazioni in corso possono giustificare il pericolo
  • I rapporti di leasing/noleggio impongono una valutazione distinta della 'appartenenza' del bene: la mera disponibilità o utilizzo non sempre esclude la ricorrenza di diritti di terzi, ma è necessario accertare contrattualità, titolarità formale e buona fede dell'utilizzatore per valutare l'idoneità al sequestro

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