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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10035/2025 del 13/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore del Muca ha impugnato l'ordinanza che, riformando una precedente decisione, aveva sostituito la misura della custodia cautelare in carcere con l'obbligo di presentazione alla P.G. L'unico motivo denunzia violazione di legge e vizio di motivazione con riferimento alla ritenuta persistenza di esigenze cautelari: si è dedotto un radicale mutamento dello stile di vita del prevenuto, l'assenza di fatti illeciti dal 05/09/2016, il beneficio degli arresti domiciliari nel 2018 con autorizzazione al lavoro e la successiva revoca della misura nel 2021, nonché l'esclusione del ruolo associativo apicale nel giudizio di cognizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che non spetti alla Corte di legittimità rivedere in fatto la valutazione delle esigenze cautelari compiuta dal giudice del merito; ha altresì trovato la motivazione del Tribunale di Catanzaro non illogica, avendo quest'ultimo bilanciato gli elementi favorevoli prodotti dalla difesa con la gravità e l'esito del giudizio di cognizione (condanna per partecipazione ad associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e 22 reati-fine) e richiamando le presunzioni di cui all'art. 275 c.p.p.. Alla luce di ciò il Tribunale ha correttamente modulato la misura in senso meno afflittivo (obbligo di presentazione alla P.G.). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.P.R. 309/90, art. 74

    Individua il reato-fine di traffico di sostanze stupefacenti, rilevante quale gravità dei fatti che ha giustificato la persistenza, seppur attenuata, delle esigenze cautelari.

  • disp. att. cod. proc. pen., art. 173, comma 1

    Richiamato in relazione alla formulazione del motivo di cassazione (unico motivo ammesso), regolando la disciplina dei motivi proponibili in cassazione.

  • cod. proc. pen., art. 275, comma 1-bis

    Usato dalla Corte per valutare la sussistenza delle esigenze cautelari in relazione alla gravità dei fatti e ai criteri legali di applicazione delle misure cautelari.

  • cod. proc. pen., art. 275, comma 3

    Riferito come fonte delle "doppie presunzioni relative" che rafforzano la valutazione della persistenza delle esigenze cautelari per taluni reati gravi, contribuendo a mantenere una misura cautelare sebbene modulata.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 4, n. 18795/2017, Di Iasi)

    Principio secondo cui la Corte di legittimità non può riesaminare gli elementi materiali e fattuali e il 'peso' degli indizi o riformulare la valutazione delle esigenze cautelari, competenza esclusiva del giudice di merito.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina il merito fattuale delle valutazioni cautelari: può censurare solo vizi di diritto o motivazioni manifestamente illogiche o illegittime.
  • In presenza di reati gravi (es. associazione finalizzata al traffico di stupefacenti) e di condanna, sussistono presunzioni normative che rafforzano la persistenza delle esigenze cautelari, benché possano essere mitigate da elementi favorevoli sopravvenuti.
  • Il giudice di merito può bilanciare la gravità dei fatti con elementi di nuova emersione (tempo trascorso, condotta successiva, rapporto familiare/lavorativo, ridimensionamento del ruolo associativo) e sostituire la custodia cautelare con misure meno afflittive ove ciò risulti congruamente motivato.
  • Per ottenere l'annullamento in Cassazione il ricorrente deve dimostrare che la motivazione del giudice del merito è viziata da errore di diritto o manifesta illogicità, non limitarsi a proporre una diversa valutazione dei fatti.
  • Gli elementi favorevoli prodotti dalla difesa (assenza di reità recente, attività lavorativa, revoca di misure) sono rilevanti ma devono essere valutati nel contesto della gravità dell'impianto accusatorio e delle eventuali condanne intervenute.

Testo integrale

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