Cassazione Penale, Sentenza n. 00992/2026 del 12/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di rigetto dell'istanza di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente della somma di Euro 240.683,37. La ricorrente contestava: 1) violazione del principio di proporzionalità e dell'esclusione della solidarietà passiva tra concorrenti, nonché omissione di verifica della quota di profitto effettivamente conseguita da ciascun concorrente (violazione richiamata della sentenza Sez. Unite n. 13783/2025); 2) errata applicazione del principio di sussidiarietà del sequestro per equivalente (art. 12-bis D.lgs. 74/2000), senza preventiva e concreta verifica dell'impossibilità di sequestrare il profitto direttamente presso la ditta Huai En; 3) incompetenza territoriale del Tribunale di Savona in favore del Tribunale di Milano, perché la Procura di Milano avrebbe iscritto per prima la notizia di reato relativa a fatture false.
La decisione
La Cassazione ha ritenuto manifestamente infondato il motivo relativo alla incompetenza territoriale (terzo motivo) e generico il motivo relativo alla sussidiarietà del sequestro (secondo motivo). Ha invece accolto il primo motivo: il sequestro era stato disposto nei confronti di ciascun indagato per l'intero ammontare del profitto, in violazione del principio affermato dalle Sezioni Unite (Massini, n. 13783/2025) secondo cui la confisca deve essere commisurata alla quota effettivamente conseguita da ciascun concorrente (e, solo se non individuabile, è legittima la ripartizione in parti uguali). Perciò la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla determinazione del profitto confiscabile nei confronti della ricorrente e ha disposto il rinvio al Tribunale di Savona per nuovo esame su tale punto.
Norme richiamate
Norma delittuosa contestata (reato tributario relativo all'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti); la sentenza prende come riferimento i profili di responsabilità dei concorrenti per tale norma.
art. 12-bis, comma 1, D.lgs. 74/2000
Regola la confisca per equivalente nei reati tributari; la Corte valuta la possibilità di applicare la confisca per equivalente quando il profitto è un risparmio di spesa e la confisca diretta non è praticabile.
Criterio di connessione e determinazione della competenza in caso di reati connessi; utilizzato per radicare la competenza presso il Tribunale di Savona.
art. 18 D.lgs. 74/2000 (commi richiamati)
Previsioni speciali sulla competenza nei reati di emissione di fatture false; la Corte chiarisce che il criterio che radica la competenza nel luogo dove il PM ha iscritto per primo opera solo per emissioni plurime nel medesimo periodo d'imposta e non si applica quando le fatture riguardano periodi d'imposta differenti.
Richiamato nel primo motivo dalla difesa ma non determinante nella decisione; citato in relazione alla prospettata indivisa contitolarità della ditta.
Richiamato dalla difesa in tema di motivazione delle misure cautelari; la Corte valuta la motivazione del Tribunale del riesame e la ritiene sufficiente sul punto della sussidiarietà, salvo la questione della commisurazione del profitto tra concorrenti.
Sentenza Sez. Unite n. 13783/2025 (Massini)
Principio centrale: esclusa ogni forma di solidarietà passiva tra concorrenti; la confisca deve riguardare la quota effettivamente conseguita da ciascun concorrente, accertata nel contraddittorio; solo in mancanza di individuazione si può procedere alla ripartizione in parti uguali. La Corte ha ritenuto che tale principio sia stato violato.
Giurisprudenza di legittimità richiamata (es. Sez. 3 n. 283/2018; Sez. 3 n. 17192/2022; Sez. 3 n. 47459/2018; Sez. 3 n. 31517/2020; Sez. 3 n. 29519/2019)
Richiami dottrinali e giurisprudenziali usati dalla Corte per chiarire i criteri di consumazione del reato di emissione di fatture false, la determinazione del locus commissi delicti e i limiti all'applicabilità di determinati criteri di competenza.
Massime di principio
- In ipotesi di concorso di persone in reati tributari la confisca per equivalente deve essere commisurata alla quota di profitto effettivamente conseguita da ciascun concorrente; l'obbligo probatorio e motivazionale grava sul giudice e va modulato secondo lo sviluppo del processo.
- La ripartizione in parti uguali dell'ammontare del profitto è ammissibile solo in via residuale, dopo aver esperito il contraddittorio e constatato l'impossibilità di individuare le quote individuali.
- Quando il profitto del reato è costituito da un risparmio di spesa (e non da una res materiale sequestrabile), la confisca diretta può risultare impraticabile e la confisca per equivalente va motivata adeguatamente; tuttavia, nelle ditte individuali il patrimonio dell'impresa si confonde con quello del titolare, rendendo legittima l'aggressione patrimoniale nei confronti degli amministratori di fatto ove ciò sia concretamente giustificato.
- Il principio di sussidiarietà del sequestro per equivalente impone di valutare preventivamente, caso per caso, l'effettiva possibilità di aggredire il patrimonio dell'ente o della persona giuridica solo quando questa abbia autonoma rilevanza patrimoniale rispetto agli amministratori; non è sempre necessario un tentativo formale di escussione se il patrimonio dell'ente è oggettivamente indisponibile o inesistente.
- La competenza per reati connessi di pari gravità si determina generalmente in base al 'primo reato' (anche valutando l'anno di consumazione delle fatture); il criterio della prima iscrizione nel registro degli indagati opera soltanto nel caso previsto dalla norma (emissione plurima nel medesimo periodo d'imposta).
- La motivazione del giudice del riesame deve spiegare in termini concreti e plausibili le ragioni che giustificano la scelta tra sequestro diretto e sequestro per equivalente e la modalità di determinazione della misura ablativa.
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