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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24508/2023 del 07/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'Appello di Sassari che aveva riformato l'assoluzione di primo grado, condannando per ricettazione (art. 648 c.p.) e dichiarando estinto per prescrizione il reato di cui all'art. 474 c.p. Il ricorrente deduceva: 1) omessa motivazione sulla richiesta difensiva in appello di applicazione della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis c.p.; 2) intervenuta prescrizione del reato, considerando la pena per l'ipotesi attenuata di ricettazione

La decisione

La Cassazione ha accolto il ricorso nei limiti indicati: ha annullato la sentenza impugnata soltanto con riferimento alla mancata valutazione della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p. e ha rinviato alla Corte d'Appello di Cagliari perchè si pronunci sulla sussistenza di tale causa, rilevando che la questione richiede accertamenti di fatto di competenza del giudice di merito. Ha invece respinto la censura sulla prescrizione, stabilendo che l'ipotesi attenuata di cui al secondo comma dell'art. 648 c.p. è una circostanza attenuante speciale e non un'autonoma fattispecie; per il computo della prescrizione va considerata la pena del reato base e non quella risultante dall'ipotesi attenuata, con conseguente mancata maturazione della prescrizione entro la data dedotta

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità può essere prospettata anche in appello e, in presenza di elementi esteriori che la rendono rilevante, il giudice d'appello può rilevarla anche d'ufficio per assimilazione alle altre cause di proscioglimento che vanno dichiarate immediatamente in ogni stato e grado del processo

  • art. 648 c.p. (secondo comma)

    L'ipotesi attenuata prevista rispetto alla ricettazione è qualificata dalla Corte come circostanza attenuante speciale e non come autonoma fattispecie di reato; pertanto, ai fini della prescrizione si deve fare riferimento alla pena del reato base

  • art. 474 c.p.

    Norma relativa ai reati accertati in concreto nella procedura (reato dichiarato estinto per prescrizione in primo grado), richiamata nel quadro delle contestazioni originarie

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Per assimilazione, le cause di proscioglimento che comportano obbligo di immediata declaratoria in ogni grado (richiamate dalla giurisprudenza) giustificano la possibilità di rilevare d'ufficio la causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis anche in appello

Massime di principio

  • La causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. può essere invocata anche in appello e, se sussistono elementi che la rendono seriamente rilevante, il giudice d'appello deve pronunciarsi; in mancanza la decisione può essere annullata per vizio motivazionale
  • Se la difesa allega la rilevanza fattuale della causa di non punibilità, occorrono accertamenti di merito e il giudice di legittimità può disporre il rinvio per nuove valutazioni di fatto
  • L'ipotesi attenuata di ricettazione prevista dal secondo comma dell'art. 648 c.p. è una circostanza attenuante e non una fattispecie autonoma: per il calcolo della prescrizione si prende a riferimento la pena del reato base
  • La questione della prescrizione richiede attenzione al corretto inquadramento giuridico della fattispecie (reato base vs. circostanza attenuante): errori in tale valutazione possono determinare impugnazioni e pronunce di cassazione
  • In casi analoghi è fondamentale che la difesa espliciti con chiarezza e documenti le circostanze che giustificherebbero l'applicazione dell'art. 131-bis (es. incensuratezza, esiguità del disvalore), perché ciò orienta il sindacato del giudice di merito e, eventualmente, del giudice d'appello

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