Cassazione Penale, Sentenza n. 2607/2023 del 23/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
D'Oppido era stato condannato per avere raccolto scommesse su eventi sportivi senza la prescritta autorizzazione (art. 4, comma 4‑bis, legge n. 401/1989). Il ricorso in Cassazione contestava la sentenza della Corte d'appello di Trieste sostenendo che il diniego dell'autorizzazione era illegittimo perché la società per conto della quale operava (Stanleybet Malta Limited) non aveva potuto partecipare alle gare per l'assegnazione delle concessioni a causa di normativa nazionale non conforme al diritto UE; il ricorrente inoltre richiamava precedenti assoluzioni e un ricorso amministrativo contro il provvedimento di diniego.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché il ricorrente non ha affrontato compiutamente tutte le ragioni della decisione impugnata. La Corte d'appello aveva motivato il diniego della licenza su due ordini di ragioni: (1) la società estera non era titolare della concessione governativa e non aveva partecipato alle gare (argomento che, se fosse stato l'unico, poteva far valere l'irregolarità del diniego), e (2) soprattutto l'istanza presentata da D'Oppido era incompleta poiché non aveva fornito documentazione richiesta dalla Questura. Il ricorrente si era limitato a contestare il primo profilo senza confutare il secondo, ritenuto decisivo; perciò il ricorso è stato ritenuto generico e inammissibile. Conseguentemente la condanna di merito resta efficace; la Corte ha inoltre condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
legge n. 401 del 1989, art. 4, comma 4‑bis
art. 4, comma 4‑bis, legge n. 401/1989
La norma è stata utilizzata per la configurazione del reato: svolgimento dell'attività di raccolta di scommesse senza la prescritta autorizzazione integra la fattispecie penale contestata.
Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS), art. 88
Richiama la disciplina autorizzatoria (licenza) per esercizi e attività di pubblica sicurezza; la disponibilità dell'autorizzazione è elemento che rende lecita l'attività di raccolta scommesse.
codice di procedura penale, art. 616
Consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di somme alla Cassa delle ammende in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso.
Giurisprudenza: Corte di cassazione, Sezione III penale, 9 settembre 2020, n. 25439
Cass., Sez. III, 9/9/2020, n. 25439
Riferita nel senso che, qualora il diniego dell'autorizzazione sia motivato esclusivamente dalla mancata partecipazione dell'operatore a procedure di gara ritenute incompatibili con il diritto UE, tale diniego può essere illegittimo e la mancanza dell'autorizzazione potrebbe non integrare responsabilità penale.
Giurisprudenza: Corte di cassazione, Sezione III penale, 4 febbraio 2022, n. 3953
Cass., Sez. III, 4/2/2022, n. 3953
Richiama il principio di ammissibilità del ricorso per cassazione: il ricorso deve confrontarsi in modo completo con tutte le ragioni poste a base della decisione impugnata; censure generiche o parziali, che non incidono su tutte le rationes decidendi, determinano l'inammissibilità.
Massime di principio
- In presenza di una decisione motivata su più ragioni autonome (pluralità di rationes decidendi), il ricorso per cassazione deve contestare specificamente e compiutamente ciascuna di esse; la censura limitata a un solo profilo rischia l'inammissibilità.
- Se il diniego amministrativo dell'autorizzazione è basato su più motivi e anche uno solo di essi è sufficiente a giustificare il rifiuto, il ricorrente deve fornire prove e argomentazioni dirette a escludere ciascuna delle ragioni rilevanti (ad es. prova dell'integrale invio della documentazione richiesta o dell'esito favorevole del ricorso amministrativo).
- Quando si deduce l'illegittimità del diniego perché l'operatore non ha potuto partecipare a gare pubbliche (questione di conformità al diritto UE), è necessario dimostrare che questo era l'unico motivo del diniego; altrimenti la contestazione non è efficace.
- Per esperire con successo la difesa in sede penale rispetto alla mancanza di autorizzazione, allegare e documentare l'intero percorso amministrativo (istanze, integrazioni inviate, comunicazioni della Questura, esiti di ricorsi amministrativi) è essenziale.
- Le precedenti sentenze favorevoli del ricorrente o atti processuali pendenti non automatizzano l'insussistenza di responsabilità per fatti autonomi: in Cassazione occorre collegare chiaramente i precedenti alla specifica vicenda e produrre la relativa documentazione.
- Scegliere corretto approccio processuale: se la motivazione decisiva del giudice di merito è la mancata integrazione dell'istanza, il punto centrale da contrastare è la prova documentale dell'integrazione; ragionamenti generici non sono sufficienti.
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