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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30769/2026 del 11/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tribunale di sorveglianza)

La controversia

Il condannato ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Messina che, in sede esecutiva, aveva rigettato la richiesta di affidamento in prova al servizio sociale e aveva applicato la detenzione domiciliare rispetto a una pena di nove mesi di reclusione divenuta definitiva. Con un unico motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che il diniego della misura più ampia fosse fondato in modo erroneo sulla pendenza di altro procedimento per omicidio colposo ancora in primo grado e senza adeguata considerazione di elementi favorevoli, quali la modesta entità dei reati e della pena, le informazioni di polizia e la relazione UEPE favorevoli, la risalenza delle condotte e l'avvio di un processo di revisione critica degli addebiti. Con memoria successiva ha riproposto e sviluppato tali argomenti.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il vizio di motivazione dedotto non sussistesse, poiché il diniego dell'affidamento in prova era adeguatamente motivato con riferimento alla condotta successiva ai reati oggetto di esecuzione e al carico pendente per omicidio colposo commesso sul luogo di lavoro dopo i fatti esecutivi, elementi dai quali il Tribunale di sorveglianza aveva desunto una residua pericolosità sociale incompatibile con la misura più ampia. Ha inoltre affermato che l'inammissibilità del ricorso principale si estende ai motivi nuovi depositati successivamente. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 585, comma 4, c.p.p.

    L'inammissibilità del ricorso principale si estende ai motivi nuovi depositati successivamente, poiché la norma ha carattere generale ed è applicabile anche al ricorso per cassazione.

  • art. 94 d.P.R. 309/1990

    Non citato espressamente nel testo, ma la decisione riguarda il diniego dell'affidamento in prova al servizio sociale in sede esecutiva; il testo non consente ulteriori specificazioni normative.

Massime di principio

  • Ai fini dell'affidamento in prova al servizio sociale, il giudice di sorveglianza deve valutare anche la condotta successiva al reato oggetto di esecuzione, per verificare se il condannato abbia compiuto una concreta evoluzione della propria personalità tale da rendere possibile il reinserimento sociale.
  • La pendenza di un altro procedimento per un grave reato, specie se commesso dopo i fatti oggetto dell'esecuzione e in contesto di attività lavorativa o economica, può legittimare la valutazione di una residua pericolosità sociale e sorreggere il diniego della misura alternativa più ampia.
  • Il vizio di motivazione non è configurabile quando l'ordinanza impugnata dia conto in modo lineare e coerente delle ragioni della scelta, valorizzando elementi pertinenti alla prognosi di affidabilità sociale del condannato.
  • L'inammissibilità del ricorso per cassazione comporta l'inammissibilità anche dei motivi nuovi successivamente depositati, quando questi si pongano come mera replica o integrazione dell'atto originario.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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