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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36249/2022 del 26/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente denunciava violazione e erronea applicazione dell'art. 14 co. 2 del D.Lgs. n. 159/2011 e vizi della motivazione per mancata valutazione dell'attualita' della pericolosita'. La difesa lamentava che la Corte territoriale aveva fondato la persistenza della pericolosita' unicamente sui precedenti e sul ruolo mafioso storico del Bussa, senza considerare adeguatamente il positivo comportamento carcerario attestato dalle relazioni dell'istituto, lo svolgimento di attivita' di volontariato e lavoro in carcere e, dopo la liberazione, il trasferimento e l'attivita' lavorativa in provincia di Modena (elementi indicativi di allontanamento dalle dinamiche criminali). Si contestava l'uso di una presunzione di persistente pericolosita' anziche' una verifica concreta e specifica dell'attualita'.

La decisione

La Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato il decreto impugnato con rinvio alla Corte di appello per nuovo esame. Il motivo: carenza argomentativa rispetto al profilo decisivo dell'attualita' della pericolosita' del Bussa. Il provvedimento impugnato non ha svolto un concreto e completo scrutinio degli elementi favorevoli indicati dalla difesa (buona condotta carceraria, attivita' di volontariato e lavoro, trasferimento in regione distante dal clan). La Suprema Corte ha richiamato i principi consolidati (necessita' di verifica della persistenza della pericolosita' dopo detenzione prolungata, limite temporale dei due anni e presunzione semplice per gli appartenenti a mafie storiche) e ha ordinato che, nel rinnovato esame, il giudice di merito motivi espressamente perche' tali elementi sono ritenuti neutrali o non idonei a comprovare il venire meno della pericolosita', ovvero valuti se sussistono elementi concreti che confermino l'attualita' della pericolosita'.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 159/2011, art. 14 (commi 2, 2-bis, 2-ter)

    La Corte richiama che l'esecuzione della sorveglianza speciale resta sospesa durante la detenzione e che, quando la detenzione si protragga per almeno due anni, il Tribunale deve verificare d'ufficio l'attualita' della pericolosita' prima di ordinare l'esecuzione della misura

  • D.Lgs. n. 159/2011, art. 15

    Regola il rapporto tra stato di detenzione e esecuzione della misura: la sospensione per lunga detenzione perdura fino alla verifica giudiziale della pericolosita'

  • Legge 17 ottobre 2017 n. 161, art. 4

    Ha introdotto i commi che codificano la verifica dell'attualita' della pericolosita' dopo un consistente lasso di tempo (due anni) tra deliberazione e applicazione della misura

  • Codice penale, art. 416-bis

    Le condanne per associazione mafiosa sono state utilizzate dal giudice di merito per ricondurre il proposto alla categoria soggettiva rilevante e per valutare la pericolosita' qualificata, ma la Corte di legittimità ricorda che non possono da sole escludere la verifica dell'attualita'

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 291/2013

    Ha imposto la rivalutazione anche d'ufficio della persistenza della pericolosita' al momento dell'esecuzione quando la misura è stata deliberata precedentemente e la detenzione puo' aver modificato il quadro

  • Sezioni Unite, sentenza Gattuso n. 111/2017

    Affermano la necessita' di accertare l'attualita' della pericolosita' e riconoscono una presunzione semplice di stabilita' del vincolo associativo nei casi di elementi sintomatici, ma indicano che tale presunzione deve essere valutata alla luce degli elementi specifici del caso

  • Sezioni Unite, sentenza Gallo n. 10281/2007

    Distinzione tra momento deliberativo e momento esecutivo della misura: la misura puo' essere deliberata in detenzione ma non eseguita finche' lo stato di detenzione non cessi senza previa verifica

  • Corte EDU, Labita c. Italia (Grande Camera)

    Conferma che misure di prevenzione possono avere una finalita' di prevenzione anche in assenza di condanna e che elementi raccolti possono giustificare dubbi ragionevoli sulla pericolosita' futura; sottolinea la differenza di parametro tra sede penale e di prevenzione

  • Codice antimafia (art. 10, terzo comma) / normativa processuale citata

    Richiamata la limitazione del ricorso per cassazione nel procedimento di prevenzione alla sola violazione di legge, pur con possibilità di annullamento quando la motivazione e' totalmente insufficiente su punti essenziali

Massime di principio

  • Se una misura di prevenzione e' stata deliberata mentre l'interessato era detenuto e la detenzione si e' protratta per un periodo rilevante (legge indica due anni), il Tribunale deve verificare l'attualita' della pericolosita' prima di disporre l'esecuzione; non e' sufficiente attenersi passivamente alla motivazione originaria
  • La buona condotta carceraria, la partecipazione ad attivita' lavorative o di volontariato e il trasferimento in un'area distante dal contesto di origine sono elementi rilevanti che il giudice deve esaminare e motivare espressamente; non possono essere liquidati come 'neutri' senza adeguata valutazione
  • La presunzione della stabilita' del vincolo mafioso e' presunzione semplice: puo' concorrere alla valutazione ma necessita di essere soppesata insieme ad elementi concreti e recenti che possano dimostrare l'effettiva persistenza o cessazione della pericolosita'
  • In sede di cassazione nel processo di prevenzione il sindacato e' limitato a vizi di legge, ma la Corte puo' annullare per carenza o apparenza di motivazione quando il giudice di merito omette di confrontarsi con elementi potenzialmente decisivi
  • In ipotesi di rinvio, il giudice di merito dovra' rendere chiaro, punto per punto, perche' gli elementi di recupero indicati dalla difesa non incidono sull'attualita' della pericolosita' o, al contrario, revocare/astenersi dall'esecuzione se la pericolosita' e' venuta meno

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