Cassazione Penale, Sentenza n. 26211/2023 del 16/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Milano che, accogliendo il riesame richiesto dalla difesa di Costabile, aveva annullato il decreto del Gip che aveva disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di denaro (fino a €359.000) ritenuto provento del reato di truffa aggravata. Il PM ha dedotto: (i) omessa valutazione della querela della parte offesa Barbato Ferraiuolo, depositata il 19/12/2022, rilevando che l'art. 405 comma 3 c.p.p. farebbe decorrere il termine d'indagine dalla proposizione della querela; (ii) motivazione apparente dell'ordinanza di annullamento e difetto di valutazione del fumus commissi delicti, sostenendo che il Tribunale avrebbe ignorato elementi di prova rilevanti e operato una ricostruzione alternativa ai fatti risultanti dagli atti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore per genericità e aspecificità delle censure. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse correttamente indicato quali atti risultassero sopravvenuti e inutilizzabili (consulenza medico-legale del Dott. Tajana e un'informativa della G.d.f. del 3/10/2022) e che il PM non avesse specificato in che modo la querela del 19/12/2022 costituisse una fonte autonoma e decisiva a sostegno del fumus, bensì la difesa aveva dimostrato che la parte offesa era già stata sentita in s.i.t. il 27/10/2021 e che la successiva assunzione di dichiarazioni era avvenuta in contesto delegato/investigativo. Inoltre, la Corte ha osservato che il PM evocava elementi già negativamente valutati e preclusi dalla precedente ordinanza di rigetto del 15/6/2022. Per questi motivi il ricorso è inammissibile e l'ordinanza impugnata rimane confermata.
Norme richiamate
Codice penale, art. 110
Principio del concorso di persone nel reato; richiamato come norma di riferimento per la fattispecie complessiva contestata.
Codice penale, art. 640, commi 1 e 2
Definisce il reato di truffa e la sua forma aggravata; è la fattispecie penale principale ascritta all'indagato rispetto alla quale si valutava il fumus commissi delicti.
Codice penale, n. 2bis e art. 61 nn. 7 e 11
Richiamati come aggravanti/elementi strutturali collegati alla contestazione penale (art. 61 nn. 7 e 11 indicano specifiche circostanze aggravanti rilevanti ai fini della configurazione della pena).
Codice di procedura penale, art. 405, comma 3
Norma che regola la decorrenza del termine d'indagine in relazione alla proposizione della condizione di procedibilità (querela); il PM l'ha invocata per sostenere che la querela tardiva potesse far decorrere il termine, ma la Corte ha ritenuto che il PM non abbia dimostrato come la querela fosse fonte autonoma non già compresa in atti investigativi dichiarati inutilizzabili.
Massime di principio
- La Corte di legittimità richiede che il ricorso indichi con precisione quale omissione o vizio di diritto abbia inciso sulla decisione impugnata: censure generiche o aspecifiche portano all'inammissibilità.
- Se il giudice di merito dichiara l'inutilizzabilità di atti investigativi compiuti dopo lo spirare del termine d'indagine, il pubblico ministero deve spiegare chiaramente in che modo eventuali atti sopravvenuti (es. querela tardiva) costituiscano fonte autonoma e idonea a modificare il quadro indiziario, altrimenti tali atti non possono essere semplicemente richiamati in appello o ricorso.
- Le dichiarazioni già acquisite e valutate negativamente in una precedente decisione cautelare (o decisione di rigetto) possono determinare una preclusione endoprocessuale: il riesame o la Cassazione non ammettono la semplice riesposizione degli stessi elementi come se fossero nuovi.
- Le questioni relative alla valutazione del fumus commissi delicti devono essere prospettate con specifici riferimenti probatori e logici; la Corte di legittimità non sostituisce il giudizio di merito con una rivalutazione estemporanea dei fatti.
- Quando una querela è resa nell'ambito di atti delegati o di attività investigativa specifica, la sua utilizzabilità può essere assoggettata alle stesse regole di inutilizzabilità che si applicano agli atti di indagine posti in violazione di termini o garanzie procedurali.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 16 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 25999/2023 del 16/06/2023
- Sentenza penale · 16 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 26001/2023 del 16/06/2023
- Sentenza penale · 16 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 26003/2023 del 16/06/2023
- Sentenza penale · 16 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 26004/2023 del 16/06/2023
- Sentenza penale · 16 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 26005/2023 del 16/06/2023
- Sentenza penale · 16 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 26007/2023 del 16/06/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →