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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10615/2024 del 13/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Miraglia impugnava la conferma della condanna per traffico di cocaina e per favoreggiamento: contestava l'uso esclusivo delle dichiarazioni del coimputato Bernard senza tener conto delle loro contraddizioni e dell'assenza di riscontri materiali; sosteneva che l'aggravante per "ingente quantità" (art. 80 d.P.R. n.309/1990) era stata applicata erroneamente e automaticamente senza sequestri o prove della quantità/tenore; deduceva inoltre che la sua condotta non configurava favoreggiamento perché, avendo lasciato l'autovettura e tornando a piedi, non avrebbe voluto agevolare la fuga di Bernard; infine censurava il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche ai sensi dell'art. 62-bis c.p.

La decisione

La Corte di legittimità ha respinto i motivi relativi alla responsabilità per il traffico e al favoreggiamento, ritenendo motivata la ricostruzione della Corte di appello sulle cessioni e sulla partecipazione/consapevolezza di Miraglia (anche alla luce delle dichiarazioni di Bernard, riscontri dichiarativi e intercettazioni). Tuttavia ha accolto parzialmente il ricorso annullando la sentenza limitatamente al riconoscimento dell'aggravante di cui all'art. 80, comma 2, d.P.R. 9 ottobre 1990 n.309, ritenendo che, in assenza di sequestro e analisi della sostanza, la Corte di merito non abbia fornito sufficienti elementi indiretti e rigorosi per accertare la "ingente quantità". Ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello per un nuovo giudizio sul solo punto dell'aggravante; le altre censure sono state rigettate; la riconsiderazione della pena è subordinata all'esito del nuovo giudizio sull'aggravante.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Disciplina il concorso di persone nel reato; la Corte valuta la partecipazione di Miraglia anche alla luce di concorso con Bernard quando è stato possibile dimostrare collaborazione o unità di dolo.

  • art. 81, comma 2, cod. pen.

    Regola il cumulo giuridico delle pene; citato nel quadro delle imputazioni principali e della determinazione della pena.

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    Norma che punisce il commercio illecito di sostanze stupefacenti; la condanna per traffico è stata confermata sulla base degli elementi probatori raccolti.

  • art. 80 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    Prevede l'aggravante per "ingente quantità". La Corte di legittimità ha richiamato il principio secondo cui, in assenza di sequestro/analisi, l'aggravante richiede rigorosa e specifica motivazione e non può essere riconosciuta automaticamente dal mero superamento di valori soglia desumibili da conversazioni senza ulteriori riscontri.

  • art. 378 cod. pen.

    Regola il reato di favoreggiamento personale; la Corte ha ritenuto provata la partecipazione/consapevolezza di Miraglia in relazione agli atti di aiuto a Bernard, sulla base degli elementi processuali e delle riprese.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Prevede le circostanze attenuanti comuni e la maggiore rilevanza di circostanze specifiche; la Corte ha rinviato la valutazione della pena dopo il nuovo giudizio sull'aggravante, rendendo il tema delle attenuanti attuale solo in caso di modifica della qualificazione aggravante.

  • decreto ministeriale 11 aprile 2006

    tabella allegata con valori-soglia in milligrammi

    Fornisce i valori soglia di riferimento per la valutazione quantitativa delle sostanze. La Corte ricorda che, se la quantità supera la soglia fissata (2.000 volte il valore massimo in mg), l'aggravante non è automatica: oltre la soglia resta ferma la valutazione di merito e, senza sequestro, occorrono elementi indiretti rigorosi per accertare la quantità.

Massime di principio

  • L'aggravante per "ingente quantità" (art. 80 d.P.R. 309/1990) non può essere riconosciuta automaticamente sulla base di interlocuzioni o dichiarazioni se non sussistono sequestri o elementi indiretti robusti che consentano di quantificare la sostanza; la decisione richiede motivazione rigorosa.
  • In assenza di sequestro e analisi chimica, il giudice deve ricorrere a elementi probatori indiretti (dichiarazioni corroborate, riscontri documentali, modalità di smercio, prezzi concordati, riconoscimenti fotografici, intercettazioni convergenti) e spiegare compiutamente il percorso logico per arrivare alla determinazione della quantità.
  • La somma delle quantità relative a cessioni diverse rileva ai fini dell'aggravante solo se è dimostrabile che le quote facevano parte di un unico stock antecedente o in presenza di concorso nel reato (art.110 c.p.); non è sufficiente aggregare numericamente cessioni distinte senza prova di unità strutturale dell'attività.
  • Le dichiarazioni di un coimputato (es. Bernard) possono essere utilizzate ma richiedono valutazione critica e, se contraddittorie o prive di riscontri, non possono da sole fondare l'accertamento di fatti decisivi come la quantità di droga.
  • La presenza fisica al luogo di reato e atti come la consegna dell'auto possono essere valutati come indizi di partecipazione o favoreggiamento anche se il soggetto dopo si allontana; va però sempre valutato il contesto probatorio complessivo e la sussistenza dell'elemento soggettivo.
  • La riconsiderazione della pena segue le modifiche nella qualificazione aggravante; quindi, anche il diniego o riconoscimento di attenuanti può rendersi necessario soltanto dopo il definitivo accertamento degli elementi aggravanti o assorbenti.

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