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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49430/2022 del 29/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Napoli del 30/04/2021: il ricorrente contestava l'erroneo computo del trattamento sanzionatorio dopo la riqualificazione del fatto da rapina a furto con strappo (art. 624-bis c.p.), sostenendo che la Corte territoriale aveva applicato la più grave cornice sanzionatoria di cui al comma 3 dell'art. 624-bis (modificato dalla L. 103/2017) nonostante non avesse riconosciuto aggravanti e nonostante i fatti risalissero al 25/06/2014 (quindi assoggettati alla previgente formulazione del comma 1). Il ricorrente deduceva violazione di legge e carenza di motivazione ai sensi dell'art. 606 co.1 lett. b) e c) c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente al profilo sanzionatorio. Ha stabilito che, essendo il fatto commesso nel 2014 e non essendovi aggravanti, doveva applicarsi la cornice edittale anteriore alla L. 103/2017 (art. 624-bis co.1: reclusione da 1 a 6 anni e multa da €309 a €1.032). Seguendo il criterio di calcolo, la pena base (1 anno di reclusione e €309 multa) è stata ridotta di un terzo per le circostanze attenuanti generiche (a 8 mesi e multa €206) e ancora di un terzo per il rito/beneficio (a 5 mesi e 10 giorni di reclusione e €137 di multa). La sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio limitatamente al trattamento sanzionatorio, che è stato così rideterminato.

Norme richiamate

  • art. 624-bis c.p.

    La Corte ha interpretato che, in assenza di aggravanti, per fatti commessi prima della L. 103/2017 va applicata la cornice edittale anteriore (co.1) e non la più gravosa disciplina introdotta dalla riforma (co.3)

  • art. 606 co.1 lett. b) e lett. c) c.p.p.

    Norme richiamate dal ricorrente per dedurre vizio di motivazione e violazione di legge nella determinazione della pena; la Cassazione ha ritenuto fondate le censure limitatamente al calcolo sanzionatorio

  • L. 23 giugno 2017 n. 103 (art.1 co.6 lett. a)

    Richiamata come modifica normativa intervenuta sull'art. 624-bis; la Corte ha ritenuto applicabile la versione previgente alla data del fatto (25/06/2014)

Massime di principio

  • Quando un fatto viene riqualificato in un reato con diversa cornice edittale, va applicata la norma vigente alla data del fatto, non la successiva modifica peggiorativa
  • Se la Corte territoriale non riconosce aggravanti, non può applicare la disciplina sanzionatoria più grave riservata alle ipotesi aggravate: si applica il comma pertinente alla fattispecie concreta
  • Il calcolo della pena deve rispettare l'ordine delle riduzioni: individuazione della pena base nella cornice edittale applicabile, poi scomputo delle attenuanti generiche (se riconosciute) e successiva eventuale riduzione per il rito o per altri benefici procedurali
  • La Cassazione può annullare senza rinvio la parte della sentenza relativa al trattamento sanzionatorio quando è possibile rideterminare la pena applicabile in base agli elementi già acquisiti nel processo
  • Le doglianze di violazione di legge e carenza di motivazione (art. 606 co.1 lett. b) e c)) sono idonee a far rivedere il computo della pena se emerge che la normativa applicata non corrisponde a quella temporalmente rilevante o se manca giustificazione logica nel calcolo

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