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Sentenza

Sentenza n. 645/2026 - Latina, Sezione 1

per l’annullamento del decreto del 6 dicembre 2025 con il quale è stata rigettata l’istanza di rilascio del nulla osta al lavoro subordinato prot. n. P-FR/L/N/2025/102133 dell’8 maggio 2025.

Giustizia amministrativa202600178

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto prefettizio di rigetto dell'istanza di rilascio del nulla osta al lavoro subordinato propedeutico alla conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del 6 dicembre 2025, con cui la Prefettura di Frosinone aveva rigettato l'istanza dell'8 maggio 2025 per il rilascio del nulla osta al lavoro subordinato, motivando il diniego con la scadenza del permesso di soggiorno al 31 agosto 2024 e con l'incompletezza della documentazione allegata. Con il primo motivo ha dedotto la violazione degli artt. 7 e seguenti della legge n. 241/1990 e l'eccesso di potere, sostenendo che la validità del permesso non fosse necessaria al momento della richiesta e che l'amministrazione non avesse indicato quali documenti mancassero e dovessero essere integrati, con lesione delle garanzie partecipative proprie del richiedente e del datore di lavoro. Con il secondo motivo ha dedotto la violazione dell'art. 24, comma 10, del d.lgs. n. 286/1998, assumendo che non fosse previsto né un limite al numero delle domande di conversione presentabili dalla stessa persona né un termine perentorio per proporle.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per l'assorbente fondatezza del primo motivo e ha annullato il decreto impugnato. Ha ritenuto, in linea con la propria giurisprudenza, che ai fini della conversione del permesso di soggiorno, e quindi anche del previo rilascio del nulla osta al lavoro subordinato, non sia necessario che il titolo sia ancora in corso di validità. Ha inoltre rilevato che la generica indicazione dell'incompletezza della documentazione non consente al privato di conoscere quali documenti debbano essere prodotti o integrati e non soddisfa l'obbligo di motivazione, che costituisce garanzia della posizione del privato e condizione del legittimo esercizio del potere amministrativo. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito. La Prefettura di Frosinone è stata condannata al pagamento di euro 1.000,00, oltre accessori di legge e oltre quanto già riconosciuto nella fase cautelare.

Norme richiamate

  • artt. 7 e ss. l. 241/1990

    Le garanzie partecipative impongono all'amministrazione di consentire al privato di comprendere gli elementi ostativi e di interloquire effettivamente nel procedimento.

  • art. 24, comma 10, d.lgs. 286/1998

    La disposizione è stata richiamata dal ricorrente in relazione ai limiti e ai termini per la conversione del permesso di soggiorno; la relativa censura è rimasta assorbita e non è stata decisa nel merito.

Massime di principio

  • Ai fini della conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato e del propedeutico rilascio del nulla osta, non è necessario che il permesso di soggiorno sia ancora in corso di validità al momento della presentazione dell'istanza.
  • Un provvedimento di diniego fondato sull'incompletezza della documentazione è illegittimo per difetto di motivazione quando non individua concretamente i documenti mancanti o da integrare, poiché tale omissione impedisce al privato di comprendere le ragioni ostative e di esercitare effettivamente le proprie garanzie partecipative.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPermesso di soggiornoMotivazione del provvedimentoPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazionePartecipazione procedimentale

Testo integrale

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