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Cassazione Civile, Ordinanza n. 27957/2023 del 04/10/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

La controversia

Un proprietario conveniva in giudizio una società immobiliare, il condominio di un complesso edilizio e alcuni singoli partecipanti, chiedendo la restituzione di un'area che assumeva abusivamente occupata e il risarcimento del danno correlato. Il tribunale accoglieva la domanda. In appello, la corte territoriale dichiarava nulla la sentenza di primo grado ritenendo che vi fosse mancata partecipazione di tutti i condomini, e rimetteva le parti al giudice di primo grado. Il ricorrente per cassazione deduceva violazione e falsa applicazione degli artt. 102, 354 c.p.c. e 1131 c.c., sostenendo che, trattandosi di domanda proposta nei confronti del condominio per l'accertamento della proprietà esclusiva di un'area, non era necessario il litisconsorzio di tutti i condomini in assenza di una domanda riconvenzionale che mettesse in discussione con efficacia di giudicato la comproprietà del bene.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato l'unico motivo di ricorso. Ha affermato che la legittimazione passiva dell'amministratore di condominio ex art. 1131, comma 2, c.c. ha portata generale e si estende anche alle controversie sulla proprietà esclusiva di un bene, quando la questione dell'appartenenza del bene al condominio sia solo incidentale e non vi sia una domanda riconvenzionale volta ad accertare con giudicato la comproprietà. Poiché nel caso concreto il condominio si era limitato a eccepire la proprietà esclusiva senza proporre una domanda riconvenzionale, non sussisteva alcuna necessità di integrare il contraddittorio nei confronti di tutti i condomini. La sentenza d'appello che aveva dichiarato la nullità della decisione di primo grado è stata quindi cassata con rinvio alla Corte di appello di Messina in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 102 c.p.c.

    Richiamato dal ricorrente per contestare la declaratoria di nullità per mancata integrazione del contraddittorio; la Corte ha escluso che ricorresse un'ipotesi di litisconsorzio necessario.

  • art. 354 c.p.c.

    Richiamato dal ricorrente per censurare la rimessione al primo giudice; la Corte ha ritenuto erronea la declaratoria di nullità della sentenza di primo grado.

  • art. 1131 c.c.

    La legittimazione passiva dell'amministratore ha portata generale ed è estesa a ogni interesse condominiale, compresa la domanda di accertamento della proprietà esclusiva di un bene.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    Norma processuale invocata come parametro del vizio di violazione e falsa applicazione di legge.

  • art. 1117 c.c.

    Richiamato per distinguere l'accertamento incidentale sulla natura comune o esclusiva del bene dalle ipotesi che richiedono litisconsorzio necessario.

  • art. 34 c.p.c.

    La necessità di integrare il contraddittorio sorge solo se una parte introduce una domanda idonea a ottenere una pronuncia con efficacia di giudicato su una questione pregiudiziale.

  • art. 1137 c.c.

    Richiamato in via comparativa per un'ipotesi di controversia condominiale in cui l'accertamento può incidere sui diritti dei partecipanti, ma non è il caso deciso.

Massime di principio

  • Nelle controversie condominiali la legittimazione passiva dell'amministratore ex art. 1131, comma 2, c.c. è ampia e copre ogni interesse del condominio, compresa l'azione di accertamento della proprietà esclusiva di un bene.
  • Il litisconsorzio necessario con tutti i condomini non sussiste quando la questione sulla appartenenza del bene al condominio o al singolo è affrontata solo in via incidentale e non è oggetto di una domanda autonoma con efficacia di giudicato.
  • La mera eccezione di proprietà esclusiva o di condominialità del bene non equivale a domanda riconvenzionale e non impone, di per sé, l'integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i partecipanti.
  • L'integrazione del contraddittorio è necessaria solo se una domanda principale o riconvenzionale mira a incidere direttamente sull'estensione dei diritti reali dei singoli condomini e a ottenere una decisione vincolante per tutti.

Come è indicizzato

MaterieParti comuniCompetenza
RamiCondominioProcesso civileDiritti reali
IstitutiLitisconsorzio necessarioGiudicatoOnere della prova

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