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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14737/2024 del 10/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso l'ordinanza del tribunale del riesame di Bari che aveva annullato la revoca degli arresti domiciliari disposta dal GIP e aveva applicato la misura dell'obbligo di dimora. Il ricorrente deduce violazione di legge per errata qualificazione del materiale indiziario, sostenendo che solo l'episodio del 16/12/2020 sarebbe stato riscontrato (per il quale è intervenuta archiviazione per speciale tenuità), che non è stato effettuato alcun sequestro del gasolio stimato dagli inquirenti e che non si può apporre sequestro o adottare misure cautelari sulla base di mere ipotesi o della generica propensione a commettere reati; inoltre contesta le esigenze cautelari richiamando il decorso di circa tre anni e mezzo dai fatti.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto generica e insufficiente la censura del ricorrente perché non confuta specificamente la motivazione del tribunale, che aveva valorizzato numerose acquisizioni (documentali e videoriprese) relative a plurimi episodi e ingenti quantitativi di gasolio destinato ad usi soggetti a maggior imposta, oltre alla persistenza, durata e modalità delle condotte. La Corte ha ritenuto che il tribunale abbia compiuto una valutazione equilibrata tra la minor limitazione possibile della libertà e le esigenze di tutela collettiva, motivando la sussistenza del pericolo di reiterazione e la congruità dell'obbligo di dimora. Per effetto, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento, in via equitativa, di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p. (comma finale) e artt. 40 comma 1 lett. c), comma 4, 49 del D.Lgs. 504/1995

    presenti nella motivazione dell'ordinanza impugnata come quadro normativo dell'incolpazione provvisoria

    Le norme del D.Lgs. 504/1995 sono richiamate in relazione a fatti concernenti gasolio destinato ad usi sottoposti a maggior imposta; la Corte prende atto della qualificazione dei fatti alla luce di tali disposizioni come oggetto delle indagini e della valutazione cautelare

  • art. 616 cod. proc. pen.

    richiamato nella decisione

    Norma richiamata per l'onere delle spese in caso di inammissibilità del ricorso; consente di far gravare le spese sull'istante

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13/06/2000

    menzionata nel dispositivo

    Richiamo giurisprudenziale usato per motivare l'attribuzione, in via equitativa, di una somma alla Cassa delle Ammende quando non è ravvisabile colpa grave del ricorrente nella presentazione del ricorso

Massime di principio

  • Un motivo di cassazione generico che si limita a contestare in termini vaghi la qualificazione degli indizi, senza confutare punto per punto la motivazione del giudice di merito, è destinato all'inammissibilità.
  • La valutazione sulla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza può fondarsi sulla combinazione di prove documentali, rilevazioni video e altri riscontri relativi a più episodi; non è decisivo il fatto che un singolo episodio sia stato archiviato separatamente.
  • Il decorso del tempo non è di per sé sufficiente a escludere le esigenze cautelari: il giudice deve considerare gravità, modalità, persistenza, concentrazione delle condotte e quantità degli elementi trattati per valutare il pericolo di reiterazione e la proporzione della misura cautelare.
  • Riferimenti processuali o questioni attinenti al sequestro non sono necessariamente rilevanti per la legittimità di una misura personale cautelare se non è dimostrato il nesso diretto con l'esigenza cautelare dedotta.
  • La corte può dichiarare inammissibile il ricorso e condannare il ricorrente alle spese e a un versamento equitativo alla Cassa delle Ammende anche se non sussiste colpa grave nella proposizione del ricorso, sulla base dei criteri richiamati dalla giurisprudenza costituzionale.

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