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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26402/2026 del 14/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

La vicenda riguardava tre imputate condannate in primo grado e confermate in appello per due episodi di furto in abitazione aggravato, in continuazione, con condanna anche al risarcimento del danno in favore della persona offesa costituita parte civile. Le ricorrenti hanno impugnato la sentenza di secondo grado con cinque motivi: 1) omessa notificazione alle imputate del decreto di citazione per il giudizio di appello, essendo stato notificato in unica copia al difensore senza che nell’avviso di cancelleria fosse indicato che la notifica valesse anche quale domiciliatario; 2) nullità assoluta della sentenza di appello per mancata traduzione e partecipazione all’udienza di una imputata detenuta per altra causa, condizione nota alla Corte; 3) inammissibilità dell’istanza di applicazione delle pene sostitutive, che secondo le ricorrenti avrebbe potuto essere integrata in appello e comunque preceduta da interlocuzione sul consenso; 4) trattamento sanzionatorio ritenuto eccessivo e diniego delle circostanze attenuanti generiche; 5) illogicità e contraddittorietà della motivazione sulla responsabilità, asseritamente fondata su prove travisate e congetture.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, ritenendo omessa la notifica del decreto di citazione per il giudizio di appello nei confronti delle imputate, perché la comunicazione al difensore in unica copia era priva dell’indicazione che egli ricevesse l’atto anche quale domiciliatario delle imputate. Ha quindi ravvisato una nullità assoluta ai sensi dell’art. 179 c.p.p. e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, disponendo la trasmissione degli atti alla Corte di appello di Catanzaro in diversa composizione per l’ulteriore corso e demandando a quel giudice anche la regolazione delle spese tra le parti private. Gli altri motivi sono rimasti assorbiti.

Norme richiamate

  • art. 179 c.p.p.

    La mancata notificazione del decreto di citazione per il giudizio di appello determina una nullità assoluta della sentenza di secondo grado.

  • art. 133 c.p.

    Richiamato nei motivi di ricorso in relazione alla censura sul trattamento sanzionatorio e sulla misura della pena.

  • art. 131-bis c.p.

    Non richiamato espressamente nel testo come norma applicata, ma evocato nei motivi soltanto per analogia implicita; non incide sulla decisione.

Massime di principio

  • Quando la citazione per il giudizio di appello viene inviata in unica copia al difensore, la regolarità della notifica presuppone che dal biglietto di cancelleria risulti chiaramente che il destinatario è il difensore anche quale domiciliatario dell'imputato; in difetto, la notifica deve ritenersi omessa.
  • L’omessa notificazione del decreto di citazione all’imputato integra una nullità assoluta della sentenza pronunciata nel grado successivo, rilevabile in sede di legittimità.
  • L’accoglimento di un motivo che colpisce la regolarità del contraddittorio nel giudizio di appello assorbe le ulteriori censure attinenti alla pena, alla motivazione sulla responsabilità e alle questioni sulle pene sostitutive, poiché la sentenza va comunque annullata e il giudizio deve essere rinnovato davanti al giudice di rinvio.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniFurto
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiNullità processuale

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