Cassazione Penale, Sentenza n. 35223/2024 del 19/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente deduceva l'omessa declaratoria di prescrizione dei reati di bancarotta semplice addebitati nei procedimenti relativi ai fallimenti Etrapiris s.r.l. (capo C) e Gretom s.r.l. (capi B e C). Sosteneva che i termini di prescrizione si erano già estinti prima della pronuncia della sentenza di appello e richiamava il principio delle Sezioni Unite (sent. n. 19415/2022) secondo cui, anche in caso di concordato ex art. 599-bis c.p.p., è proponibile il ricorso per Cassazione per denunciare l'omessa constatazione della prescrizione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha verificato la decorrenza del termine prescrizionale (inizio dalla data della sentenza dichiarativa di fallimento) e il computo delle sospensioni e rinvii; ha quindi dichiarato l'estinzione per prescrizione dei reati di cui all'art. 217 legge fall. contestati nei procedimenti nn. 3185/14 (Etrapiris) e 3855/15 (Gretom). Ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente a tali reati e ha disposto l'eliminazione della pena complessiva di dieci mesi di reclusione riferibile a quei capi.
Norme richiamate
Norma che disciplina i reati di bancarotta (semplice/fraudolenta). La Corte ha ritenuto che i reati contestati ai sensi di questa disposizione si siano estinti per prescrizione nelle date verificate.
Regola il concordato/delibera in appello. La sentenza ricorda che l'accordo ex art. 599-bis non impedisce la proposizione del ricorso per Cassazione per denunciare l'omessa declaratoria di prescrizione.
sentenza Sezioni Unite n. 19415 del 27/10/2022
Nei confronti della sentenza resa all'esito di concordato in appello è proponibile il ricorso per cassazione con cui si deduca l'omessa dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione maturata anteriormente alla pronuncia di tale sentenza
Principio applicato: anche quando la sentenza di appello è frutto di un accordo, l'imputato può ricorrere in Cassazione per far accertare e dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione maturata prima della pronuncia.
Norma sull'aumento della pena quando sono applicate circostanze aggravanti; nel caso concreto l'aumento determinava l'individuazione di specifici mesi di reclusione (es. 4 mesi per Etrapiris, 6 mesi per Gretom) che la Cassazione ha potuto eliminare quando riferibili ai reati prescritti.
art. 216 legge fallimentare (ultimo comma)
Citata in relazione alle pene accessorie disposte in appello; non rilevante per la declaratoria di prescrizione qui operata, ma parte del quadro sanzionatorio complessivo.
Massime di principio
- Il concordato in appello (accordo ex art. 599-bis c.p.p.) non preclude la possibilità per l'imputato di proporre ricorso per Cassazione volto a contestare l'omessa declaratoria di prescrizione se la prescrizione è maturata anteriormente alla sentenza di appello.
- Il termine di prescrizione per i reati di bancarotta decorre dalla data di commissione del reato, che in questi casi è normalmente coincidente con la data della sentenza dichiarativa di fallimento.
- Nel calcolo della prescrizione devono essere computate le sospensioni e i rinvii validamente intercorso (ad es. richieste del difensore, astensioni), e la valutazione di tali periodi può determinare l'estinzione del reato anche se la sentenza di appello è frutto di concordato.
- Se, nell'ambito di un accordo concordato, è possibile identificare con certezza la pena attribuita ai singoli reati prescritti (es. mesi specifici di reclusione), la Cassazione può annullare senza rinvio la pronuncia limitatamente ai reati estinti per prescrizione e eliminare la pena corrispondente.
- In situazioni analoghe è essenziale documentare con precisione le date rilevanti (data della sentenza dichiarativa di fallimento, udienze, richieste di rinvio, periodi di astensione) per permettere il corretto computo del termine prescrizionale.
- La parte che invoca la prescrizione, anche dopo un concordato, deve richiamare e motivare il principio delle Sezioni Unite per sostenere l'ammissibilità del ricorso per Cassazione.
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