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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20255/2022 del 25/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Bruni impugnava l'ordinanza che confermava gli arresti domiciliari per il reato di detenzione e ricezione di stupefacenti (cocaina) a seguito del ritiro di un pacco proveniente dalla Colombia contenente oltre 13 kg di cocaina. Il ricorso denunciava: 1) vizio nella valutazione della gravità indiziaria, ritenuta dal ricorrente basata su ipotesi congetturali e su espressioni quali "potrebbe" o "verosimilmente", nonché omissione di confronto con le censure difensive (in particolare confronto con posizioni di terzi che materialmente ricevettero il pacco); 2) vizio di motivazione circa la configurabilità dell'aggravante dell'"ingente quantità", lamentando che il giudice non avrebbe tenuto conto della percentuale di purezza della sostanza sequestrata.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili le censure sulla gravità indiziaria, richiamando i limiti del sindacato di legittimità sulle misure cautelari: la Corte verifica solo che il provvedimento impugnato dia adeguata motivazione e non presenti illogicità evidenti, senza poter riesaminare i fatti o riconsiderare il peso degli indizi. I giudici di merito avevano esposto compiutamente gli elementi indizianti (monitoraggio del pacco, conversazioni Whatsapp, consegna organizzata in presenza della P.G., dichiarazioni rese da Bruni e la loro valutazione di incredibilità). Quanto all'aggravante dell'ingente quantità, il G.I.P. aveva indicato che la sostanza sequestrata consisteva in cocaina pura per complessivi 13.445,87 grammi (circa 13,4 kg) e circa 8.972 dosi; ciò, in mancanza di allegazioni contrarie, era ritenuto sufficiente per configurare l'aggravante. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e Bruni condannato alle spese processuali ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990

    Art. 73 (traffico e detenzione illeciti di stupefacenti) è il reato contestato; art. 80 disciplina le aggravanti, tra cui l'"ingente quantità". La Corte ha ritenuto che la quantità di cocaina pura indicata (13.445,87 g) integra l'aggravante.

  • codice di procedura penale

    art. 192 commi 2, 3, 4; art. 273 comma 1-bis; art. 616

    Art. 192 riguarda l'apprezzamento degli indizi nel merito (comma 2 richiede precisione e concordanza, comma 3 e 4 menzionati dall'art. 273 c.p.p. per le misure cautelari). Art. 273 comma 1-bis richiama i criteri pertinenti alle misure cautelari; la Corte ha sottolineato che per l'adozione della misura è sufficiente un quadro di "qualificata probabilità" non soggetto agli stessi requisiti del giudizio di merito. Art. 616 disciplina le spese del procedimento, condannando il ricorrente a sostenerle.

  • decreto legge n. 137 del 2020

    Ha consentito al Pubblico Ministero di formulare conclusioni scritte nella fase di discussione in Cassazione; qui il Procuratore generale ha chiesto il rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • In materia di misure cautelari la Cassazione esercita un sindacato limitato: verifica solo la presenza di motivazione giuridicamente significativa e l'assenza di illogicità evidenti nel provvedimento impugnato, senza rinnovare la valutazione probatoria.
  • Per ottenere l'applicazione o la revoca di una misura cautelare è sufficiente l'emersione di indizi che fondino una "qualificata probabilità" di responsabilità; non è richiesto lo stesso grado di precisione e concordanza degli indizi richiesto per la decisione di merito.
  • La valutazione della credibilità delle dichiarazioni dell'indagato e l'apprezzamento della consistenza degli indizi sono compiti del giudice di merito e del tribunale del riesame; la difesa deve produrre elementi concreti e probatori per scalfire tale valutazione, non soltanto ipotesi alternative.
  • In tema di aggravanti legate alla "ingente quantità", la Corte prende atto dei dati quantificativi forniti dal giudice di merito (peso netto, numero di dosi ricavabili); in assenza di contestazioni probatorie sui dati (ad esempio analisi sulla purezza o perizia contraria), tali emergenze supportano la qualificazione aggravata.
  • Per contrastare efficacemente misure cautelari fondate su sequestro di grandi quantitativi di droga, la difesa dovrebbe proporre contestazioni tecniche verificabili (es. catena di custodia, analisi di laboratorio sulla purezza, prova documentale della non conoscenza del contenuto o di un consistente rapporto con il mittente/destinatario) e dimostrare lacune logiche nel provvedimento impugnato.

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