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Cassazione Civile, Ordinanza n. 24098/2022 del 03/08/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (straniero)

La controversia

Il giudice di pace aveva convalidato il trattenimento in un centro di permanenza per il rimpatrio disposto dal Questore nei confronti di una cittadina nigeriana priva di permesso di soggiorno, a seguito del rifiuto di rinnovo del titolo fondato su una condanna penale del 2015. La ricorrente ha impugnato la convalida deducendo, con due motivi strettamente connessi, la violazione della disciplina europea e del testo unico immigrazione: ha sostenuto, da un lato, di avere diritto a permanere in Italia almeno sino all’esito del giudizio amministrativo contro il diniego di rinnovo, in assenza di un concreto rischio di fuga; dall’altro, che il giudice avrebbe dovuto verificare la carenza dei presupposti del trattenimento e la possibilità di misure meno afflittive, considerato che ella era munita di passaporto valido, aveva un contratto di locazione registrato e svolgeva attività lavorativa come ambulante. Il giudice di merito, invece, aveva ritenuto sufficiente la pendenza del procedimento amministrativo e l’assenza di effetti sospensivi dell’impugnazione del diniego di permesso, con un generico richiamo anche a una condanna penale.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondati i motivi e ha cassato il provvedimento impugnato senza rinvio. Ha escluso che la sola pendenza del giudizio amministrativo sul diniego di rinnovo del permesso di soggiorno imponga la sospensione del giudizio di convalida del trattenimento, perché tra i due procedimenti non vi è pregiudizialità giuridica necessaria e il giudice ordinario non può disapplicare l’atto amministrativo presupposto. Tuttavia ha affermato che, ai fini della convalida del trattenimento, il giudice doveva comunque svolgere una verifica concreta sulla necessità della misura, sulla proporzionalità e sull’eventuale applicabilità di misure meno restrittive, valorizzando anche gli elementi dedotti dalla straniera circa il possesso di passaporto, la stabile presenza in Italia e il lavoro svolto. Poiché il termine per la convalida era ormai decorso, la cassazione è stata pronunciata senza rinvio. Le spese sono state poste a carico dell’Amministrazione soccombente.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c.

    È stata invocata come norma di denuncia dei vizi di violazione di legge e di motivazione del provvedimento impugnato.

  • Direttiva 2008/115/CE

    artt. 3 n. 7, 6 comma 5, 13 e 15

    Richiamata per sostenere la necessità di valutare il rischio di fuga, la proporzionalità del trattenimento e l’adozione di misure meno coercitive rispetto alla detenzione amministrativa dello straniero.

  • art. 24 Cost.

    Evocato dalla ricorrente a sostegno del diritto di difesa e della possibilità di permanere sul territorio fino alla definizione del giudizio amministrativo.

  • d.lgs. 286/1998, art. 13

    Richiamato quale base normativa della disciplina dell’espulsione e del trattenimento; il giudice deve verificare i presupposti della misura e il relativo quadro legale.

  • d.lgs. 286/1998, art. 14

    La Corte ne desume che, quando lo straniero è munito di passaporto valido e non ricorrono particolari ipotesi ostative, il questore può disporre misure alternative al trattenimento, che il giudice deve considerare nella valutazione di proporzionalità.

  • Corte cost. 105/2001

    Richiamata per affermare che il trattenimento è misura transitoria che incide sulla libertà personale e richiede un controllo stringente sulla necessità.

  • art. 13, commi 1 e 2, lett. c), d.lgs. 286/1998

    Menizionato in relazione alle ipotesi in cui la disciplina consente o limita l’adozione di misure alternative al trattenimento.

  • d.l. 27 luglio 2005, n. 144, art. 3, comma 1

    Richiamato tra le ipotesi nelle quali il comma 1-bis dell’art. 14 limita la possibilità di applicare misure alternative al trattenimento.

Massime di principio

  • Nel procedimento di convalida del trattenimento dello straniero, la pendenza del giudizio amministrativo contro il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno non determina di per sé sospensione del giudizio civile, perché manca un rapporto di pregiudizialità giuridica necessaria tra i due processi.
  • Il giudice ordinario, chiamato a convalidare il trattenimento, non può sindacare la legittimità dell’atto amministrativo presupposto né disapplicarlo; deve invece verificare i presupposti propri della misura cautelare-amministrativa.
  • La convalida del trattenimento richiede un giudizio concreto di necessità e proporzionalità, con valutazione della possibilità di misure meno restrittive e del rischio di fuga, alla luce di tutte le circostanze del caso.
  • Quando lo straniero dispone di passaporto valido e allega elementi idonei a radicare un concreto collegamento sul territorio, il giudice deve motivare specificamente perché non siano praticabili misure alternative al trattenimento.
  • Il trattenimento in C.P.R., incidendo sulla libertà personale, ha carattere transitorio e non può essere convalidato in modo meramente automatico sulla sola base dell’irregolarità del soggiorno.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniGiurisdizione
RamiProcesso civileImmobiliare
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNesso di causalitàPrimato del diritto dell'Unione europea

Testo integrale

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