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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38442/2025 del 27/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo di un'area di mq. 157 adibita a sala ristorazione esterna all'Hotel Ancora (originariamente parcheggio), per opere consistenti in copertura in ferro e chiusure in pannelli e infissi in alluminio realizzate dopo il 29/11/2023 in assenza di permesso a costruire e autorizzazione paesaggistica. La ricorrente ha dedotto che la tettoia era stata oggetto di istanza di condono nel 2004 e che era pendente una richiesta di modifica della destinazione d'uso (parcheggio -> ristorante), oltre ad attestare l'uso legittimo già dal 2015 (SCIA), sostenendo altresì l'assenza del periculum in mora poiché i lavori erano già ultimati e non aggraverebbero il carico urbanistico.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto ammissibile la facoltà del terzo di dedurre anche l'insussistenza del fumus e del periculum, aderendo al più recente indirizzo giurisprudenziale; tuttavia il ricorso è risultato generico e privo di confronto specifico con le ragioni motivate del Tribunale del riesame. Il Collegio ha confermato le risultanze del sopralluogo (manufatto realizzato dopo il 29/11/2023, opere di chiusura su tre lati, copertura in ferro, pavimentazione, uso come sala ristorante), la qualificazione come nuova costruzione in zona vincolata e l'assenza dei titoli autorizzativi. Ha inoltre affermato l'irrilevanza del condono per opere in zona paesaggisticamente vincolata e ritenuto adeguata la motivazione sul periculum in mora con riferimento all'aumento del carico urbanistico e all'afflusso di persone. Condanna della ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 380 del 2001, art. 44 comma 1 lett. c)

    art. 44 comma 1, lett. c) d.P.R. n. 380 del 2001

    Norma richiamata per contestare la realizzazione di opere edilizie senza permesso di costruire; la Corte ha ritenuto sussistere il fumus della fattispecie edilizia per la qualificazione del manufatto come nuova costruzione in assenza di titolo autorizzativo.

  • d.P.R. n. 380 del 2001, art. 23 ter

    art. 23 ter di d.P.R. 380 del 2001

    Riferimento normativo connesso alla materia dei condoni e delle istanze di sanatoria; la Corte ha osservato che, in zona vincolata, il condono non è applicabile alle opere abusive che richiedono autorizzazione paesaggistica.

  • d.lvo n. 42 del 2004, art. 181 comma 1

    art. 181 comma 1 del d.lvo n. 42 del 2004

    Norma sul vincolo paesaggistico e sulla necessità di autorizzazione paesaggistica: la sua violazione è stata ritenuta elemento del fumus per il reato paesaggistico.

  • codice di procedura penale, art. 606 comma 1 lett. b) e c)

    art. 606, comma 1, lett. b) e c) cod.proc.pen.

    Norme invocate come base della censura di cassazione (vizi di diritto e vizio di motivazione); la Corte ha rilevato che il motivo era generico e non ha fornito un confronto specifico con la decisione impugnata.

  • codice di procedura penale, art. 321

    Norma citata nella doglianza in relazione alle misure cautelari reali; la Corte ha valutato le ragioni del riesame e la possibilità per il terzo di contestare le condizioni della misura.

  • codice di procedura penale, art. 322

    Interpretato come norma che riconosce alla persona che vanta diritto alla restituzione delle cose sequestrate la facoltà di proporre richiesta di riesame anche nel merito; la Corte ha richiamato tale disposizione per confermare la legittimazione del terzo a dedurre anche l'insussistenza del fumus e del periculum.

  • codice di procedura penale, art. 616

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali della ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso.

  • D.M. 23/01/1954 (vincolo paesaggistico)

    zona vincolata ex D.M. 23/01/1954

    Riferimento al regime di vincolo paesaggistico: la Corte ha ribadito che le opere realizzate in zona vincolata non possono essere condonate e richiedono specifiche autorizzazioni paesaggistiche.

Massime di principio

  • Un terzo che vanta diritto alla restituzione di cose sottoposte a sequestro preventivo può, secondo la giurisprudenza recente, dedurre anche in sede di riesame l'insussistenza del fumus e del periculum, ma deve formulare censure concrete e confrontarsi specificamente con la motivazione del giudice di merito.
  • La mera produzione di documentazione che attesterebbe un'istanza di condono o una SCIA non è sufficiente se l'opera è ubicata in zona paesaggisticamente vincolata: in tali casi il condono è generalmente inapplicabile e rimane necessaria l'autorizzazione paesaggistica.
  • La qualificazione delle opere come "nuova costruzione" in assenza di permesso a costruire e autorizzazione paesaggistica costituisce elemento forte del fumus per i reati edilizi e paesaggistici.
  • Per dimostrare l'assenza di periculum in mora è necessario un concreto e specifico contrasto alle risultanze di fatto (es. sopralluogo, data di realizzazione delle opere) e, se si contesta l'impatto su interessi protetti, fornire elementi che dimostrino l'assoluta compatibilità dell'uso con il vincolo; altrimenti il giudice può ritenere fondato il rischio di ulteriore pregiudizio all'ecosistema o al carico urbanistico.
  • Nelle impugnazioni cautelari è determinante il confronto puntuale con la motivazione del provvedimento impugnato: argomentazioni generiche o riproposte senza sviluppi probatori o critici specifici portano facilmente all'inammissibilità del ricorso.

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