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Ordinanza

Ordinanza n. 106/2026 - Potenza, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600228

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Basilicata, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di decadenza dalla concessione demaniale marittima per mancato pagamento dei canoni concessori

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento regionale del 3 marzo 2026 con cui le è stata comunicata la decadenza dalla concessione demaniale marittima rilasciata nel 2014, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. In sede cautelare risultano contestati, tra gli altri profili, l’inadempimento relativo al pagamento dei canoni concessori per numerose annualità, l’eventuale prescrizione di alcuni crediti e la regolarità delle comunicazioni amministrative, effettuate tramite PEC.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per carenza sia del fumus boni iuris sia del periculum in mora. Quanto al fumus, ha ritenuto persuasivamente documentato l’inadempimento della concessionaria all’obbligo pubblicistico di pagamento dei canoni relativi a numerose annualità, condotta riconducibile alla causa di decadenza prevista dall’art. 47, lett. b), del Codice della navigazione. L’eventuale prescrizione del credito relativo ad alcuni canoni è stata considerata questione civilistica, comunque non idonea a eliminare, in questa fase, l’obiettiva violazione dell’obbligo rilevante per il fisiologico svolgimento del rapporto concessorio. Il TAR ha inoltre ritenuto che la previa contestazione e il provvedimento fossero stati inviati a un indirizzo PEC univocamente riconducibile alla ricorrente e che, comunque, le comunicazioni avessero raggiunto lo scopo. Quanto al periculum, non è stato provato alcun pregiudizio grave e irreparabile. Nulla è stato disposto sulle spese della fase cautelare, non essendosi costituita la Regione.

Norme richiamate

  • art. 47, lett. b), Codice della navigazione

    decadenza dalla concessione per mancato pagamento del canone

    Il mancato pagamento dei canoni concessori relativi a numerose annualità integra, in presenza di adeguata evidenza dell’inadempimento, una fattispecie idonea a fondare la decadenza dalla concessione demaniale marittima.

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata valutata verificando la sussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora.

Massime di principio

  • Il mancato pagamento dei canoni concessori relativi a numerose annualità può integrare la causa di decadenza dalla concessione demaniale marittima prevista dall’art. 47, lett. b), del Codice della navigazione, quando l’inadempimento risulti persuasivamente documentato.
  • L’eventuale prescrizione civilistica di alcuni crediti relativi ai canoni non elimina necessariamente, ai fini della valutazione della decadenza, l’obiettiva violazione dell’obbligo di pagamento e la sua rilevanza nel rapporto concessorio.
  • Una comunicazione amministrativa inviata a un indirizzo PEC univocamente riconducibile al destinatario è idonea, in linea di principio, a soddisfare l’esigenza di comunicazione; in ogni caso, la validità della comunicazione può essere salvaguardata dal raggiungimento dello scopo.
  • La sospensione cautelare richiede la contemporanea sussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora; la mancata prova di un pregiudizio grave e irreparabile è sufficiente a escludere la tutela cautelare anche a fronte della contestazione dell’atto impugnato.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeTutela cautelare
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietàProporzionalità e ragionevolezza

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